Siria, la Turchia continua ad avanzare. E si apre il fronte cipriota…

Intanto l'Europa e gli Stati Uniti sono pronti ad intervenire nei bombardamenti

LAPRESSE / AFP

I bombardamenti in Siria continuano, la situazione diventa ogni giorno sempre più drammatica. La Turchia non ha intenzione di fermarsi ma, intanto, qualcosa inizia a muoversi sul fronte europeo e americano. Va detto che per difendere i curdi l’Europa fino ad oggi ha sempre tergiversato. 

La situazione in Siria 

Tante parole senza mai provvedimenti concreti. Esistono però oggi anche interessi economici in ballo e allora questo potrebbe spingere le superpotenze mondiali a farsi avanti. Probabilmente non per reali ragioni umanitarie, quanto piuttosto per un aspetto, quello economico appunto, che in queste circostanze mai viene messo in secondo piano. Parigi ha intanto spedito due navi militari per pattugliare le acque di Cipro, formalmente per partecipare ad esercitazioni con la marina militare locale. La realtà, però, è ben diversa. Anche dalla Grecia hanno fatto sapere di aver chiesto il sostegno francese e anche l’Italia potrebbe muoversi a breve. 

Tensione sempre più alta con Cipro

La tensione è molto alta. La missione turca ha provocato una dura reazione del governo cipriota, che lo scorso ottobre ha definito la stessa “una pesante escalation nelle violazione della nostra sovranità”. E anche gli Stati Uniti si sono mossi da questo punto di vista, tanto che il segretario di Stato Mike Pompeo ha parlato di perforazioni “illegali e inaccettabili”. Ma il ministro dell’Energia di Erdogan, Fatih Donmez, ha risposto che non intende rinunciare allo sfruttamento di quelle risorse: “Abbiamo già perforato due pozzi a est e a ovest di Cipro, Yavuz realizzerà il nostro terzo pozzo. Queste attività proseguiranno con determinazione”. Intanto però resta la certezza dell’arrivo della flotta francese e delle sanzioni annunciate dall’Unione Europea che hanno reso la situazione ancora più esplosiva. Da Ankara, però, hanno fatto sapere di non voler fare alcun passo indietro. E questo di certo non migliora la situazione. Mentre in Siria, purtroppo, centinaia di civili continuano a morire. 

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