Mattarella: “Sostenere ricerca sul cancro e cure palliative. Stop alla disinformazione”

Le dichiarazioni del presidente della Repubblica

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Sergio Mattarella

ROMA – Combattere la disinformazione. Rafforzare le cure palliative. E soprattutto fare squadra, condividendo informazioni e risorse, con l’obiettivo di combattere il cancro. Sergio Mattarella, nella cerimonia sui ‘Giorni della Ricerca’ per le cure oncologiche, traccia tre strade per aiutare i malati e fare prevenzione.

Mattarella sottolinea l’importanza della ricerca

Fermare la malattia “è un traguardo possibile soltanto a condizione di un grande impegno comune”, spiega il capo dello Stato. L’avanguardia è costituita proprio da quello che Mattarella definisce il “lavoro faticoso e grandioso, a volte necessariamente per tentativi ma esaltante, dei ricercatori”. Dopo aver lodato il lavoro dei laboratori, auspicando maggiori finanziamenti, il presidente della Repubblica chiede di rafforzare le cure palliative delineate nel 2010 “con una legge che ha consentito un indubbio progresso”. Anche se rimangono aree del Paese dove oggi l’accesso a questi trattamenti è difficile.

L’impegno dell’Airc

In apertura di cerimonia, il presidente Airc Giuseppe Torrani si lamenta perché “la sperimentazione animale subisce la disinformazione che ha portato al mancato recepimento della direttiva europea” sull’argomento. Mattarella, nel suo intervento di chiusura, afferma che “la rapida circolazione di informazioni, paradossalmente, può generare anche nuove sacche di disinformazione. O addirittura la diffusione di credenze anti-scientifiche, di paure irrazionali, che vanno contrastate perché possono aprire pericolose falle”.

La ricerca sul cancro

Alla cerimonia partecipa anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che ricorda come oggi in Italia vivano dopo una diagnosi di cancro 3,4 milioni di persone (circa il 5,2% della popolazione). “Sono numeri che parlano da soli”, commenta. Nell’ultimo anno sono stati finanziati 39 progetti di ricerca oncologica finalizzata per oltre 20 milioni di euro. E gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) stanno portando avanti oltre 800 progetti.

Tra le iniziative c’è punto un test genomico per il tumore del polmone a basso costo per tutti i pazienti, in modo da poter esaminare anche i familiari a rischio. “L’obiettivo è quello di investire su questo segmento di prevenzione che riteniamo sia quello più determinante – spiega il ministro alla Salute – Siamo partiti dal polmone, perché c’è una sperimentazione. Ma l’obiettivo è allargare i test il più possibile”.

Terapie e cure palliative

Altro fronte di intervento, annunciato da Speranza alle commissione congiunte di Senato e Camera, è lo stanziamento di 60 milioni di euro sulle terapie Car-T. Si tratta di un complesso procedimento in cui alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali. E poi reinfuse nello stesso paziente. In Italia esse vengono sperimentate in 6 officine farmaceutiche, che riceveranno 10 milioni ciascuna.

(LaPresse/di Matteo Bosco Bortolaso)

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