Il parlamento ascolta la pancia del web. E così ritrova ‘l’amore’

Parlamento Camera dei Deputati

E’ un momento d’oro per Giorgia Meloni. La leader di FdI prima cavalca l’onda della viralità con “Io sono Giorgia”, remix di un suo ormai famoso proclama da un pulpito qualunque e declinato in centinaia di video sul web (con una certa sinistra che dai tempi del Berlusconi II non comprende l’impatto sull’elettorato di queste operazioni simpatia). Poi, stavolta politicamente, domina come prima firmataria della norma – ancora di difficile attuazione – che obbliga i genitori all’acquisto e utilizzo del seggiolino da auto anti-abbandono. Risultato che arriva dopo una serie di rinvii e di cui, di questi tempi, c’è da fregiarsi. E che cattura anche stavolta le simpatie del popolo (e della sua trasposizione digitale). In fondo il paradigma è banale: con questa semplice regoletta salviamo i bambini. Anche in questo caso però l’urgenza percepita fa a pugni con la realtà numerica dei fatti: in Italia, uno dei Paesi europei con il minor tasso di mortalità infantile (fonte: Istat 2019) i decessi per abbandono di minore in auto registrati dal 1998 sono – udite, udite – otto (fonte: Il Sole 24 ore). In altre parole, meno di uno all’anno. E sebbene vada tutelata ogni vita, ragionare a colpi d’aula parlamentare in questi termini sembra quantomeno eccessivo. Insomma, non siamo davanti a un trend in ascesa. Ben più preoccupante, però, il sentiment che si registra nei confronti del provvedimento. Giustificato citando una patologia riconosciuta dagli esperti come “Amnesia dissociativa”. Cosa dice la diagnosi effettuata dal web? Dice che è “possibile” per un genitore “dimenticare intere parti della sua giornata” o “essere convinti di aver fatto qualcosa di abituale che in realtà non si è fatto”. Se scendessi di casa convinto come sempre di aver preso il portafoglio dal comodino, e me ne rendessi conto dopo svariate ore, non sono ‘nzallanuto quindi ma soggetto ad amnesia dissociativa. In molti, genitori e non, possono riconoscersi quindi come soggetti a rischio “amnesia dissociativa”. Cause del disturbo? Su tutte, una: lo stress.La Costituzione italiana, con un articolo appositamente dedicato (il 32), definisce bene come sia lo stesso Stato a garantire il diritto alla salute, individuandolo come “diritto fondamentale dell’individuo” ma anche come “interesse della collettività”. Il “popolo” che oggi plaude ai seggiolini anti-abbandono e che corre ai ripari cercando disperatamente come e dove acquistarlo (la spesa media si aggirerà intorno ai 150 euro a nucleo familiare con bambini) de facto si sta congratulando con una classe parlamentare e politica che ancora una volta si prodiga a parlare alla pancia dell’elettore con decreti e leggi ad effetto titolo. Ma nel quadro più ampio – che sempre meno il cittadino riesce a disegnare – non si accorge che così si mette anche nero su bianco il concetto che l’italiano medio è a rischio costante di esaurimento. Come dire che ormai il genitore è incapace di esercitare il proprio ruolo, di controllo e tutela del minore, tanto da dover delegare alla Legge anche le attenzioni basilari che una mamma e un papà devono prestare a un bambino in fasce. Acquisendo questo principio, possiamo prepararci a un Parlamento diverso, amato e osannato. Un Parlamento che migliori la qualità della vita di questi genitori stressati, borderline, ma di certo non impegnandosi nella stesura di norme a tutela dei lavoratori o che potenzino il terzo settore! Bensì, un Parlamento paralizzato dall’approvazione di leggi sull’obbligo di utilizzo di forbicine a punte arrotondate per i lavori domestici, con l’opposizione che rincorre la maggioranza presentando centinaia di emendamenti sui carrozzini con rotelle antiscivolo.

Enrico Parolisi, esperto di comunicazione digitale

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