Ucciso capo militare della Jihad islamica. Raffica di missili su Israele

Dopo il blitz israeliano con il bombardamento sulla casa di Abu al-Ata rimasto ucciso, la Jihad islamica ha risposto con un corposo lancio di razzi su Israele, partiti questa mattina dalla Striscia di Gaza. Netanyahu: “Si preparava a compiere attentati contro Israele”

In un bombardamento sulla sua abitazione è rimasto ucciso capo militare della Jihad islamica, Baha Abu al-Ata.

I fatti

Le forze armate israeliane in un blitz nella notte tra lunedì e martedì, hanno ucciso il capo militare del Movimento per il jihad islamico palestinese Baha Abu al-Ata. L’attacco israeliano si è materializzato proprio sull’abitazione del leader jihadista palestinese. A rendere nota la notizia un comunicato militare di Israele: “La sua abitazione è stata attaccata in un’operazione congiunta delle nostre forze armate e dei servizi segreti”. Secondo fonti israeliane Abu al-Ata si sera reso responsabile “della maggior parte delle attività militari” per cui era considerato una vera e propria “bomba ad orologeria”. Pare si stesse accingendo a compiere attentati terroristici ed “aveva addestrato commando che dovevano infiltrarsi in Israele e tiratori scelti, nonché organizzato lanci di droni e lanci di razzi in profondità”.

La risposta

Dopo la conferma della morte del loro leader mediante un volantino diffuso a Gaza, il jihad islamico palestinese promette: “La nostra reazione farà tremare l’entità sionista. Israele ha oltrepassato tutte le linee rosse. Reagiremo con forza”. E già da questa mattina dalla Striscia di Gaza sono partiti numerosi missili su Israele.

La giustificazione

L’uccisione di Baha Abu al-Ata è stata ordinata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu anche in qualità di ministro della difesa. Che così spiega: “Si preparava a compiere attentati contro Israele”. Ora l’esercito israeliano si sta preparando “a diversi giorno di scontri – ha detto il portavoce dell’esercito israeliano Jonathan Conricus spiegando che su Israele c’è stato un numero significativo di lanci di razzi”. Risuonano le sirene d’allarme ad Ashdod e Ghedera. Nella zona le scuole sono state chiuse. Interrotto anche il traffico ferroviario.

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