Italia, triste primato: in testa alla classifica in Europa per morti da polveri sottili. Ed è undicesima nel mondo

Lo scrive la rivista ‘The Lancet’ nel report Countdown on Health and Climate Change'

Foto Claudio Furlan - LaPresse 10-12-2018 Milano ( Italia ) Cronaca Cielo terso su Milano grazie al forte vento, panoramiche dalla terrazza del Duomo Nella foto: Citylife

ROMA – Italia, triste primato: in testa alla classifica in Europa per morti da polveri sottili. Una maglia rosa che di certo non rende sicura la popolazione: le emissioni di CO2 attesta il Belpaese addirittura all’11esimo posto nel mondo. Urge, pertanto, il rispetto dell’accordo di Parigi sul clima “solo così – affermano gli autori del report – un bambino nato oggi potrà festeggiare il suo 31esimo compleanno in un mondo a emissioni zero e le prossime generazioni potranno avere un futuro più sano e sicuro”.

L’inquinamento

E’ oramai cosa nota che ad influire sui cambiamenti climatici sia l’inquinamento procurato dall’uomo. E il raccolto è uno delle vittime predestinate di questa situazione: nel nostro Pase ad esempio dagli anni ’60 ad oggi quello del mais si è ridotto del 10,2%, del grano invernale del 5%, della soia del 7% e del riso del 5%.

Le conseguenze dell’inquinamento

Tra i fattori che scaturiscono dai cambiamenti climatici sono le ondate di calore, le inondazioni, gli incendi. Oltre a povertà, denutrizione, infezioni che si propagano con maggiore facilità in ogni parte del nostro pianeta. “In Italia – aggiunge Romanello – la probabilità che una zanzara vettore trasmetta l’infezione a partire da un individuo infetto è raddoppiata dal 1980 e a farne le spese potrebbero essere in primis i più piccoli. E non solo, anche il colera fa più paura nel mondo, aumentando, via via che salgono le temperature, la possibilità di epidemie anche in paesi normalmente non interessati dall’infezione”

I dati

“Solo nel 2016 – spiega Marina Romanello della University College di Londra all’Ansa uno degli autori del report – nel nostro Paese sono stati ben 45.600 i decessi in età precoce, con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, la peggiore in Europa. La salute futura di un’intera generazione è minacciata dai cambiamenti climatici – continuano gli autori del report – se non saranno raggiunti gli obiettivi dell’accordo di Parigi, in primis limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali”.

Le ondate di calore

In Italia, come altrove, una delle cause di morte in estate sono le ondate i calore: nel nostro Paese “si sono contati ben 9,3 milioni di casi in più di over 65 esposti a ondate di calore nel 2017 rispetto al 2000 – spiega Romanello – Il dato mondiale riportato su Lancet indica per il 2018 un record di 220 milioni di over-65 esposti a ondate di calore in più rispetto al 2000, con gli anziani che vivono in Europa e Mediterraneo orientale tra quelli più a rischio”.

E la povertà è una delle conseguenze delle ondate di calore con la conseguenziale riduzione delle ore di lavoro: si stimano infatti 45 miliardi le ore di lavoro perse in più nel 2018 rispetto al 2000 di cui 1,7 milioni le ore perse in più in Italia, soprattutto nel settore agricolo.

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