Mattarella: “I Comuni non sono la periferia ma la base della Repubblica”

Le dichiarazioni del presidente della Repubblica

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Sergio Mattarella

AREZZO“La vostra assemblea nazionale, a cui quest’anno si affiancano scelte e deliberazioni di natura congressuale. E’ un’occasione preziosa per approfondire e adeguare l’azione delle pubbliche istituzioni nei grandi cambiamenti che ci coinvolgono. Al fine di garantire, e se possibile rafforzare, quei principi e quei diritti costituzionali che compongono l’architrave della nostra civiltà e convivenza”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi ad Arezzo, nel discorso di saluto ai sindaci che partecipano ai lavori dell’assemblea congressuale dell’Anci.

Il messaggio di Mattarella

Prosegue il presidente: “I Comuni non sono la periferia della Repubblica ma la base della Repubblica. Costituiscono un tratto essenziale della nostra identità nazionale e, posti come sono alle radici dell’ordinamento, lo alimentano in virtù della rappresentatività e della maggiore vicinanza con le concrete comunità di vita. Per questo non può esistere un’efficace strategia pubblica che escluda i Comuni o che li tenga ai margini”.

La Repubblica serve il cittadino e la comunità

“Viviamo, del resto, la stagione dell’interdipendenza. Tra Paesi e tra Continenti. Tanto più tra istituzioni della rappresentanza politica nazionale e l’articolazione istituzionale della Repubblica: Regioni, Province, Comuni. Il dialogo, il confronto tra livelli diversi di governo, non può essere improntato, da un lato dalla imposizione di una sorta di camicia di forza sul sistema delle autonomie – ferma restando visione unitaria e complessiva del sistema della finanza pubblica – e, dall’altro, da una visione di tipo rivendicativo-conflittuale. La Repubblica, nella sua interezza e nelle sue articolazioni, serve il cittadino e le comunità nelle loro aspirazioni, nel perseguimento dei loro legittimi interessi, secondo una griglia di criteri e di obiettivi indicati in Costituzione su diritti e solidarietà all’articolo 2, sull’eguaglianza all’articolo 3, sul riconoscimento e la promozione delle autonomie all’articolo 5”.

(LaPresse)

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