Violenza sulle donne, Mattarella: “E’ emergenza pubblica”. Conte: “Serve una svolta culturale”

Il messaggio delle istituzioni

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Sergio Mattarella

ROMA – Novantasei donne uccise nel 2019 da fidanzati, mariti, ex, compagni. Una ogni tre giorni. Un caso di maltrattamento o stalking ogni quarto d’ora. Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono ancora una volta i dati a fotografare una situazione allarmante.

Il messaggio del presidente Mattarella

“La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere”, dice infatti senza mezzi termini il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ricorda poi le “tragedie palesi e i soprusi taciuti”. E mette in allerta sul rischio di “sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata”. Fattori “in grado di alimentare un clima di violenza”. Mattarella riconosce infatti come “molto” sia stato fatto nel nostro Paese, grazie anche all’attenzione del legislatore, ma che “ogni donna deve sentire le istituzioni vicine”.

Le misure del governo per contrastare la violenza sulle donne

Anche il Governo è in campo: “Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avviato confronti: la violenza contro le donne rimane una emergenza. Siamo al lavoro per una svolta culturale, che coinvolga pienamente i giovani”, afferma il premier Giuseppe Conte che domani sarà in una scuola di Roma per sensibilizzare i giovani sul tema, accompagnato dai componenti della commissione sul femminicidio.

Un problema culturale

Nei palazzi della politica i gesti simbolici si accompagnano agli atti concreti. Nel cortile di Montecitorio è stata infatti installata una panchina di colore rosso. E le facciate di Camera e Senato saranno illuminatedello stesso colore per l’occasione. “E’ una questione culturale, sociale ed economica – assicura Roberto FicoDobbiamo riuscire a superare questa sottocultura, per entrare in una nuova fase. Lo possiamo fare con l’esempio, la forza del Parlamento e delle istituzioni. Lo stiamo facendo e lo faremo”.

Un’inaccettabile mattanza di genere

Parla di “fotografia di una agghiacciante e inaccettabile mattanza di genere” la presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Nessuna misura penale, processuale o amministrativa potrà mai avere una piena efficacia se, accanto a leggi chiare e pene certe, non vi sarà un impegno altrettanto incisivo sul piano dell’educazione, della cultura e dell’informazione”.

La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti parla invece di “strada concreta” per aiutare le donne vittime di violenza e i loro figli. Ricordando i 30 milioni stanziati per la rete dei centri antiviolenza, lo sblocco dei fondi per gli orfani di femminicidio firmato dal ministro Gualtieri e il milione messo a bilancio per il ‘microcredito di libertà’.

(LaPresse/di Nadia Pietrafitta)

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