Tirrenia, allarme esuberi: sindacati sul piede di guerra

Le due città più colpite dal piano sono Napoli e Cagliari

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Manifestazione della Cgil

MILANO – Si apre una nuova vertenza nel complesso fronte delle crisi industriali. Mentre Alitalia ed Ex Ilva continuano a catalizzare l’attenzione del governo e la preoccupazione dei sindacati finisce al centro dei riflettori anche la compagnia di navigazione Tirrenia che minaccia di lasciare a casa circa mille dipendenti.

La vicenda è stata portata all’attenzione del governo dai sindacati. Dopo che in un incontro tenutosi ieri la compagnia ha messo sul tavolo un piano di crisi che potrebbe mettere a rischio circa mille posti. Immediata la reazione delle principali sigle di categoria.

Sindacati pronti a reagire

“La prospettiva di 1.000 esuberi tra il personale marittimo a partire dal 2020 e della chiusura delle sedi amministrative di Napoli e Cagliari con trasferimento coatto di tutto il personale nelle sedi di Portoferraio, Livorno e Milano, appare inverosimile. E, qualora fosse confermata, non esiteremmo a respingerla”. Lo dichiarano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti a seguito dell’incontro di ieri con Tirrenia-Cin, che collega tali decisioni alla scadenza della convenzione ministeriale che sovvenziona la continuità territoriale di diverse linee ed a una riorganizzazione aziendale.

Napoli e Cagliari le più colpite

I sindacati invitano Tirrenia a cambiare strada e annunciano un’opposizione durissima al piano. “Abbiamo già proclamato lo stato di agitazione – proseguono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti – ed avviato le procedure per lo sciopero. Che sarà inevitabile se l’azienda persevererà in tale percorso”.

Le due città più colpite dal piano sono Napoli e Cagliari anche se per quest’ultima sede Tirenia esclude la possibilità di tagli occupazionali. “Nessun posto di lavoro andrà perso in Sardegna”, assicura la compagnia.

(AWE/LaPresse/di Paolo Tavella)

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