Regionali in Campania, De Luca fuori dai giochi

Capibastone del Pd stufi del governatore dopo anni da ‘yesman’: si prepara la svolta. Accordo con i 5 Stelle voluto anche da Leu e De Magistris, oltre che da Zingaretti. Col presidente solo Renzi

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

Il 2020 si preannuncia anno molto complicato per Vincenzo De Luca. Non ci sono speranze di ricandidatura, in pratica, per l’attuale governatore della Campania: da Roma è arrivato il no deciso a una esperienza bis da parte del Partito democratico, emarginato e mortificato negli ultimi 5 anni dagli atteggiamenti da ‘ducetto’ del governatore. Non a caso solo un altro, che di questi atteggiamenti se ne intende, è dalla sua parte: Matteo Renzi. Ma non basta: oltre al Pd neanche Leu, né gli altri partiti della coalizione vogliono andare a perdere con De Luca governatore, elemento divisivo sia a Roma che all’ombra del Vesuvio. Basta chiederlo a Mario Casillo e a quanti, nonostante i voti portati, sono stati relegati al ruolo di ‘yesmen’.

L’idea di Nicola Zingaretti, sulla scorta dei sondaggi favorevoli in Emilia Romagna, è quella di una maxi coalizione che inglobi anche i 5 Stelle, ai quali lasciare l’onere di esprimere il candidato governatore: così il Pd potrà lavarsi le mani anche della probabilissima sconfitta. E il nome di Sergio Costa, che nei giorni scorsi ha aperto a questa possibilità facendo infuriare non poco Luigi Di Maio, potrebbe essere quello giusto per una soluzione di questo tipo. Gli ammiccamenti all’ipotesi di accordo Pd-5 Stelle sono stati molti in queste settimane. “Non si è mai aperto un tavolo, mai registrato consenso o dissenso, non è mai stata data disponibilità né indisponibilità. Penso che ci sarà disponibilità da parte di tutti, considerato che non si vuole consegnare la Regione alla destra”, ha detto di recente il parlamentare Umberto Del Basso De Caro in una intervista a ‘Cronache’. Concetto, questo, ribadito dallo stesso Costa che ritiene necessaria un’alleanza se si vuole avere possibilità di vittoria in Campania.

E a Sinistra non vedono l’ora che l’accordo si concretizzi: “Con De Luca – ha detto il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni porta chiusa e non si discute, non c’è alcuna possibilità di individuare relazioni”. Rapporti che sono invece forti e solidi con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, altro soggetto più che interessato a che l’intesa vada in porto e pronto a lanciare la sua lista a sostegno dell’alleanza giallorossa. Pd, M5S, Italia Viva, Sinistra, Dema, tutti interessati a un accordo che con l’anno nuovo si potrà concretizzare. L’unica condizione, per tutti, è che alla guida della coalizione non ci sia Vincenzo De Luca. Che, a quel punto, avrà due strade. O restare a metà del guado tra dem e renziani e accettare un incarico diverso che gli sarà, con ogni probabilità, proposto. Oppure giocarsi, con le civiche, una partita kamikaze che danneggerebbe la coalizione ma lo condannerebbe, di fatto, all’addio alla politica.

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