Anno nuovo, promesse vecchie. Di Maio torna a parlare di Autostrade: “Revocheremo le concessione ai Benetton”

La volontà del governo giallo-rosso messa nero su bianco nel Milleproroghe

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 18-12-2019 Roma Politica Camera dei Deputati - Question time Nella foto Luigi Di Maio Photo Roberto Monaldo / LaPresse 18-12-2019 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Question time In the pic Luigi Di Maio

ROMA – Autostrade: salvo intoppo e ripensamenti, da tener sempre in considerazione, nel 2020 dovrebbe partire la revoca delle concessioni ai Benetton. A dare la conferma del provvedimento il leader dei 5S, Luigi Di Maio.

Il provvedimento

Lo si legge nel Milleproroghe “in cui – ha specificato Di Maio su Facebook – abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton. Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E’ crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade”.

False verità

“La retorica che si perdono i posti di lavoro – ha sottolineato – con la revoca delle concessioni ad Autostrade “è una sciocchezza. Si perdono i profitti dei Benetton ed è giusto, perché non hanno fatto quanto dovuto per mantenere quel ponte”. “Io non sono tranquillo che ci siano quei signori che non hanno mantenuto il ponte Morandi che ora gestiscono 3mila chilometri, bisogna riprenderci quella gestione e poi i dipendenti verranno chiaramente impiegati”.

Non è la prima volta che i grillini ci provano: anche con la Lega aveva tentato, dopo la tragedia di Genova, a mettere in discussioni il contratto siglato con l’azienda dei Benetton, ma quando si era giunti sul punto di fare sul serio, è stato annullato tutto. Anno nuovo, promessa vecchia: Di Maio stavolta dice di crederci davvero e di essere pronto a mantenere la parola.

Pronti alla campagna referendaria

Il ministro degli Esteri ha parlato anche del taglio dei parlamentari: “Ci sono alcuni che non lo vogliono perché non sarebbero eletti. Penso che sei mesi in più, sei mesi in meno non cambia nulla, ma prepariamoci a questa campagna referendaria. Non ce n’era bisogno ma siamo pronti”.

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