Coronavirus, accordo per la cassa integrazione

C’è la stretta di mano tra l’Associazione bancaria italiana (Abi), parti sociali (sindacati e imprese) e governo per consentire ai lavoratori colpiti dall’emergenza Coronavirus di percepire in anticipo la cassa integrazione. Un accordo che permetterà alle banche di erogare le somme degli ammortizzatori sociali inclusi nel decreto ‘Salva Italia’

Foto LaPresse/Stefano Cavicchi

Cassa integrazione: trovato l’accordo tra l’Associazione bancaria italiana (Abi), parti sociali (sindacati e imprese) e governo con la firma della ministra per consentire ai lavoratori colpiti dall’emergenza Coronavirus di percepire in anticipo la cassa integrazione.

La convenzione

Con l’accordo si permetterà alle banche di erogare le somme degli ammortizzatori sociali inclusi nel decreto ‘Salva Italia’. L’importo potrà raggiungere anche i 1400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane, riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore. Le misure sono reiterabili in caso di proroga degli articoli 19 e 22 del decreto Cura Italia. Un’intesa che permetterà al lavoratore di non pagare alcunché tra oneri e interessi alle banche.

Catalfo, passo importante

“Un risultato molto importante grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta”, il commento della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo che ha aggiunto: “Tra i punti principali, la convenzione prevede che le banche aderenti adotteranno condizioni di massimo favore per evitare costi a carico dei lavoratori”.

Furlan (Cisl): “Anticipazione a costo zero”

La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, appare soddisfatta dell’accordo raggiunto: “Abbiamo ottenuto l’inserimento nel testo del protocollo dell’esclusione di costi a carico dei lavoratori per l’ottenimento delle anticipazioni. La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo esentando il lavoratore dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione così costituita, sarà rimborsata agli istituti di credito con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’Inps, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi”.

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