Borrelli: “Primo maggio a casa” e “fase due dopo il 16 maggio”. Catalfo: “Reddito di emergenza a 3 milioni di persone”

Il capo della Protezione civile: “Dobbiamo andare avanti con il massimo rigore”

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

ROMA – “Primo maggio a casa”. A comunicare la non lieta notizia è stato direttamente il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. E in vista, quindi, un’ulteriore proroga della serrata già allungata dal premier Giuseppe Conte fino al 13 aprile. Dunque oltre a Pasqua e Pasquetta: pure la festa dei lavoratori sarà trascorsa in casa per evitare ulteriori contagi. “Non credo – ha spiegato Borrelli – che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane. Il coronavirus – ha aggiunto – cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze per diverso tempo”.

Poi ha affrontato l’argomento ‘fase due’, quella di convivenza con il coronavirus: “Potrebbe iniziare a metà maggio, anche se al momento non c’è alcuna certezza”. Poi ha ricordato che “se si faranno tamponi a tappeto, indagini sierologiche e demoscopiche sulla rete di contagi, spetterà agli esperti del comitato-tecnico scientifico deciderlo. E su questo si sta già lavorando”.

Reddito di emergenza

E intanto si lavora alle misure per mitigare la crisi economica innescata dal Covid-19: “Reddito di emergenza a 3 milioni di persone”: ne ha parlato la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo. Le spiegazioni verranno descritte nel decreto di aprile dove saranno aggiunte altre azioni per il contrasto alla pandemia. “C’è una parte di cittadini – ha spiegato Catalfo – che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica. Il costo della misura si aggira intorno ai 3 miliardi di euro”.

Ammortizzatori sociali

Catalfo ha anche spiegato che “il pacchetto per gli ammortizzatori sociali sarà intorno ai 15 miliardi. Il pacchetto di misure per il lavoro peserà svariati miliardi. La cifra, rispetto al decreto precedente, potrebbe essere raddoppiata, se non anche di più, perché si è ampliata la chiusura delle attività. Per cui – ha proseguito l’esponente del Governo – è chiaro che per tutelare tutti i lavoratori e tutte le imprese stiamo facendo questa previsione di ampliamento e rafforzamento importante degli ammortizzatori sociali”

Misiani: serve patto con i risparmiatori


Il viceministro dell’Economia Antonio Misiani ha sottolineato la necessità di far ripartire l’economia del paese, per cui “dobbiamo – ha detto – fare uno sforzo importante per mobilitare tante risorse ferme nel sistema produttivo per rilanciare le nostre imprese. Gli italiani – ha continuato – hanno 1400 miliardi di euro fermi sui conto correnti o in liquidità, noi dobbiamo inventare strumenti che permettano di convogliare questa risorse verso l’economia reale, per farglieli investire. Dobbiamo rompere questo meccanismo e trovare tutti i canali possibili immaginabili per garantire liquidità ora, nell’emergenza, e poi per rafforzare il nostro sistema produttivo”.

Inps: pioggia di domande


Prosegue l’invio per i bonus previsti dal Cura Italia. E L’Inps informa che entro le otto di questa mattina “sono giunte 2,45 milioni di domande complessive per più di 5,1 milioni di beneficiari di prestazioni. Quasi 2,1 milioni sono arrivate per il bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi”. Inoltre per la cassa integrazione e l’assegno ordinario “sono arrivate nel complesso quasi 160.000 domande per quasi 2,9 milioni di beneficiari”.

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