Coronavirus, Brusaferro (Iss): “Decrescita, ma non bisogna abbassare la guardia”

E’ la dichiarazione sull'andamento epidemiologico della curva del Covid-19 del presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "Siamo in un momento festivo ma purtroppo quest'anno non possiamo aggregarci. Uniamoci negli affetti ma mantenendo il distanziamento”

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

“Decrescita, ma non abbassare la guardia”, è in sintesi la dichiarazione tenuta con la stampa dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro sull’andamento epidemiologico del Covid-19 nel nostro Paese. Un miglioramento che si sta materializzando grazie alle misure restrittive adottate dal governo, seppur con grave ritardo.

Brusaferro: non bisogna illudersi

“Il quadro conferma lo scenario dei giorni scorsi e ci dà indicazioni di efficacia delle misure. I segnali positivi non devono farci abbassare però la guardia. Le azioni intraprese sono importanti ma non dobbiamo illuderci che la situazione si risolva. Le misure sono essenziali per mantenere la curva, quando sarà scesa, sotto la soglia di 1 per i contagi. La curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita e questo è un segnale positivo ma non deve farci abbassare la guardia. Siamo in un momento festivo certamente, ma purtroppo quest’anno non possiamo aggregarci. Uniamoci negli affetti ma mantenendo il distanziamento”.

Trend positivo

Si nota un miglioramento un po’ ovunque: in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia il trend è in positivo, ma si evidenzia un dato preoccupante: nelle Rsa per anziani si sono registrate 1822 morti.  “I numeri nelle Rsa sono molto cresciuti – ha spiegato Brusaferro – sono legati al tasso di risposta ai questionari e rappresentano un po’ tutta l’Italia. In alcune zone la mortalità è cresciuta durante settimane di picco dell’infezione mentre era presente comunque una mortalità legata ai picchi influenzali tra gennaio e febbraio e anche questa ha avuto una sua importanza in termini di mortalità. L’età media dei decessi per Covid-19 si conferma di circa 80 anni, sono in maggioranza uomini e con più patologie”.

Locatelli, c’è ancora da sistemare

“Vanno ancora messi a punto dei criteri per la campagna sui test sierologici – ha detto il presidente del Css Franco Locatelli alla conferenza stampa – come il dimensionamento campionario e la raccolta dei campioni in riferimento ai laboratori che dovranno essere presenti in tutte le regioni, ma non andremo per le lunghe nella definizione di tali aspetti: nel giro delle prossime settimane tutto inizierà e verrà concluso in tempi breve. Intanto anche al Sud i numeri sono in calo“.

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