L’Italia ‘riapre’. Conte: “Dati incoraggianti, entriamo a pieno regime nella Fase 2”

Il premier: "Sarà fondamentale il confronto con Regioni e gli altri Enti locali"

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse in foto Giuseppe Conte

“Entriamo a pieno regime nella Fase”: è l’annuncio del premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa che sancisce ufficialmente la fine del lock-down. “C’è voglia di ricominciare, ma serve prudenza. I dati sono incoraggianti. Abbiamo potenziato i posti nelle strutture ospedaliere, implementati i controlli, siamo disponibili acquistare altri 150mila test sierologici e a breve sperimentiamo la nuova app Immuni. Abbiamo le condizioni per affrontare questo nuovo periodo”.

Sarà fondamentale il confronto con Regioni e gli altri Enti locali. “E’ stato predisposto un piano di monitoraggio nazionale che ci consentirà di tenere sotto controllo la curva epidemiologica”.

Prima la salute: non fa passi indietro. Il presidente del Consiglio lo aveva detto a marzo, durante la prima conferenza, e l’ha ripetuto oggi. Ma le misure, in attesa dell’arrivo del vaccino, devono essere meno restrittive. C’è il rischio che quando si avrà la soluzione, il tessuto sociale raggiunga condizioni disastrose.

Ci si potrà spostare all’interno della regione senza limitazioni e senza munirsi di autocertificazioni. Fino al 3 giugno, invece, ha chiarito Conte, sarà possibile muoversi tra regioni diverse soltanto per motivi di lavoro e di salute.

“Dal 15 giugno – ha proseguito – riaprono teatri, cinema, e sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte e di attività ludico e ricreative. Le regioni potranno ampliare queste misure e nel caso restringerle. Riaprono gli stabilimenti, le celebrazioni liturgiche secondo le linee guida del protocollo anti contagio che abbiamo sottoscritto. Riapriranno le attività commerciali a patto che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo. Riprendono anche gli allenamenti degli sport di squadra, quindi anche il calcio”.

La sfida principale è farsi trovare pronte all’eventuale aumento dei contagi. E soprattutto ad avere gli strumenti per mappare i positivi, per contenere la diffusione del coronavirus: “Non è vero che non stiamo proseguendo i test e il monitoraggio. Il ministro Speranza ha elaborato una strategia in cinque punti, sono stati acquistati test per 150mila persone, individuate da Istat e Inail, e sono state acquistate altri 150mila test. Nei prossimi giorni parte la sperimentazione della app Immuni. Per raggiungere un campione significativo occorre del tempo, ma ci insegnano gli esperti che già con questi numeri i riscontri sono indicativi. Arcuri? Invito a mettersi nella sue condizioni. Era pressoché impossibile trovare in giro per il mondo un ventilatore. Cosa fatto Arcuri? I numeri parlano chiaro. È stato un impegno faticoso, non sottovaluterei qualità suo operato”.

“Sono consapevole che il decreto rilancio non potrà essere la soluzione di tutti i problemi ma stiamo dando una mano a chi può ripartire. L’emergenza è stata pesante, ci sta assorbendo tutti, ma non è questo il momento di prendere fiato, non possiamo permetterci di fermarci. Dobbiamo fare correre l’economia del nostro Paese. Ora – ha sostenuto il presidente – ci dedicheremo senza tregua al decreto semplificazioni. L’obiettivo è chiaro: rendere più rapidi e trasparenti alcuni passaggi amministrativi. Subito dopo inizieremo a programmare interventi di più ampio respiro investendo sull’Italia che vogliamo: più verde, più digitale, più inclusiva”.

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