Coronavirus, morti nelle Rsa di Genova: indagati 6 direttori sanitari

L'obiettivo è ora accertare responsabilità e cause dei decessi dei degenti ricoverati tra i mesi di febbraio e aprile 2020

(AP Photo/Luca Bruno)

MILANO – Primo punto di svolta per l’indagine sulle morti nelle Rsa liguri durante l’emergenza coronavirus. I direttori sanitari di sei strutture di Genova e provincia sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta delle seguenti case di riposo e di cura: Residenza San Camillo, Residenza Anni Azzurri Sacra Famiglia di Rivarolo, Centro di riabilitazione, Don Orione Paverano, ‘La Camandolina’ e Residenza Protetta Torriglia di Chiavari. L’ipotesi di reato è epidemia colposa.

L’indagine

Nelle scorse settimane la procura di Genova aveva incaricato un pool di esperti per elaborare i dati raccolti dai carabinieri sull’andamento della pandemia, i casi di contagio e il numero di anziani che non sono sopravvissuti al virus. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Pinto. Giovedì i militari della Guardia di finanza e del Nas hanno sequestrato documenti medici e materiale informatico. L’obiettivo è ora accertare responsabilità e cause dei decessi dei degenti ricoverati tra i mesi di febbraio e aprile 2020. Gli investigatori stanno facendo chiarezza anche sull’uso dei dispositivi di protezione e la separazione dei reparti all’interno delle strutture.

Le Rsa

Intanto Alisa, il Sistema sanitario regionale, è corsa ai ripari istituendo un numero dedicato per il personale delle Rsa, un contatto con cui gli addetti ai lavori possono ricevere una consulenza specialistica infettivologica e immediata curata dal personale medico dell’équipe del professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino. Un modo per cercare di individuare più agilmente le situazioni di rischio per pazienti con sospetto Covid-19.

(LaPresse/di Ester Castano)

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