Sicilia, tangenti e sanità: arrestato il coordinatore dell’emergenza Covid

Le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, secondo quanto ricostruito, raggiungono una cifra pari ad almeno 1.800.000 euro

Fabio Damiani (foto Castelvetranoselinunte.it)

MILANO – La Guardia di finanza di Palermo, coordinata dalla locale procura, ha smascherato un giro di appalti pilotati nella sanità siciliana. Agli arresti domiciliari è finito Antonio Candela, 55 anni. Attuale coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, già commissario straordinario e direttore generale dell’APS 6 di Palermo. Le porte del carcere si sono invece aperte per Fabio Damiani, 55 anni, attuale direttore generale dell’ASP 9 di Trapani. Sono 12 le persone a vario titolo indagate per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti.

Le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, secondo quanto ricostruito, raggiungono una cifra pari ad almeno 1.800.000 euro. Il gip ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia. Nonché di disponibilità finanziarie per 160.000 euro, quale ammontare alla situazione accertata delle tangenti già versate. 

(LaPresse)

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