Carceri, cala il numero dei detenuti in emergenza Covid: resta il sovraffollamento

Resta critica la realtà carceraria

Foto Piero Cruciatti / LaPresse Cronaca Visita al carcere di San Vittore a Milano Nella Foto: Il seminterrato del carcere di San Vittore Photo Piero Cruciatti / LaPresse 17-08-2015 Milano, Italy San Vittore prison in Milan News In the Photo: The basement of the San Vittore Prison

TORINO – Calano i detenuti nelle carceri italiane nei due mesi e mezzo di emergenza coronavirus. Ma l’attenzione sul sovraffollamento resta alta. Nel suo XVI rapporto sulle condizioni carcerarie, l’associazione Antigone segnala infatti che erano 52.679 i detenuti presenti lo scorso 15 maggio: 8.551 in meno rispetto a fine febbraio, con un calo quasi del 14%. Il tasso di affollamento attuale è del 112,2%, mentre due mesi e mezzo fa era del 130,4%. Da 5 anni, dal periodo post sentenza Torreggiani, il numero di persone recluse nei penitenziari italiani non era così basso. Da allora era stata una costante crescita fino alla quota di 61.230 registrata proprio alla fine del mese di febbraio.

Il rischio, denunciato anche in passato da Antigone, era che questo costante aumento avrebbe potuto portare il sistema carcerario nuovamente a quella condizione. Che costò all’Italia la condanna della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per trattamenti inumani e degradanti. “Lo scoppio della pandemia – ha sottolineato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – ha messo a nudo tutte le problematiche del nostro sistema penitenziario. Che da anni andiamo sottolineando e denunciando, in primis quello del sovraffollamento”.

“Anche nei precedenti rapporti sottolineavamo come servissero politiche penali e penitenziarie più miti, con un utilizzo meno frequente della custodia cautelare e la concessione di misure alternative alla detenzione per tutti quei detenuti, erano quasi 20.000, che hanno pene da scontare inferiori ai tre anni. Improvvisamente, la necessità di fare spazio per prevenire i contagi, ha visto mettersi in moto una macchina che in poche settimane è riuscita a fare quello che fino a pochi giorni prima dello scoppio della pandemia sembrava impossibile solo a dirsi”.

(LaPresse)

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