Taormina: contro Tarro le lobby filogovernative

Il virologo napoletano ha querelato Burioni e diversi giornali. Intervista all’avvocato che lo assiste: “Emergenza coronavirus sottovalutata, chi lo dice si becca la macchina del fango”

Pesaro, l'avvocato Carlo Taormina in conferenza stampa per omicidio Ismael Sant'Angelo in Vado
Foto LaPresse -Luca Toni 12/09/2015 Pesaro ( Italia ) Avvocato Carlo Taormina in conferenza stampa per omicidio Ismael Sant'Angelo in Vado Pesaro assieme all'avocato Salvatore Asole Nella foto: Carlo Taormina

Mentre il virus arretra man mano che ci si avvicina all’estate (come lui aveva predetto, leggi l’articolo precedente), il virologo Giulio Tarro si prepara ad affrontare una battaglia legale in cui è in gioco la sua dignità di professionista e non solo. Sì, perché i giornali del gruppo Gedi (l’Espresso, Repubblica e Huffington Post) e altri organi di informazione più o meno ufficiali gli hanno praticamente dato del “pataccaro”, alludendo persino alla possibilità che possa aver comprato alcuni titoli (leggi l’articolo precedente).

Il virologo Giulio Tarro alla Camera dei Deputati
Il virologo Giulio Tarro alla Camera dei Deputati

La principale colpa dell’ex primario di Virologia del Cotugno di Napoli è di aver accusato il governo di gravi ritardi nell’adozione di provvedimenti contro la pandemia (leggi l’intervista), di essersi scontrato con il televirologo Roberto Burioni e di essere un “virologo anti-De Luca” (il governatore della Campania). Burioni, si legge nel curriculum della sua pagina Wikipedia, risulta insignito di premi come “l’Oscar della Bontà”, “Miglior Personaggio Internet dell’Anno” et similia.

E continua a parlare in televisione tranquillamente dopo aver affermato a gennaio che “In Italia il rischio che il coronavirus si diffonda in Italia è zero”. Tarro ha affidato all’avvocato Carlo Taormina le sue difese nel procedimento penale che scaturirà dalla sua querela nei confronti di Burioni e dei giornali. E Taormina ci spiega qual è l’impianto logico-giuridico su cui ha impostato la denuncia.

Su Giulio Tarro sono apparsi articoli su diversi giornali, molti dei quali riconducibili allo stesso gruppo editoriale, ma il professore è stato attaccato anche dallo stesso virologo Roberto Burioni. Contro chi è stata sporta la querela?

Innanzitutto, per quanto riguarda gli organi di informazione coinvolti, penso che sia fuorviante parlare di “correnti giornalistiche”. Direi piuttosto che si tratta di soggetti inseriti in un contesto più ampio, accomunati da una impostazione di carattere ideologico collegata a grossi interessi economici. A cominciare da quelli farmaceutici ma non solo. E’ una sorta di task force attraverso la quale ci si contrappone a chi la pensa diversamente. Ma è una contrapposizione che trae origine da quel tipo di interessi e non da considerazioni di carattere scientifico.

E’ questo il ragionamento su cui si basa la querela?

Noi ci limitiamo a prendere atto del fatto che ci sono virologi e medici che fanno a gara a sostenere le scelte del governo, sposando determinate impostazioni scientifiche e, dall’altra parte, c’è chi la pensa in maniera diversa. Se però si considera cosa è successo negli ultimi mesi, si vede chiaramente chi è che sta dalla parte della ragione. La nostra prospettazione dei fatti, comunque, non si basa solo su considerazioni di carattere scientifico.

Nell’ultimo mese, in concomitanza con la polemica tra Tarro e Burioni, è stata anche aggiornata la pagina di Wikipedia su Tarro. Si legge che il virologo napoletano sarebbe diventato famoso “per le sue esternazioni contrarie agli indirizzi consolidati della comunità scientifica e per le incongruenze emerse nel suo curriculum vitae”. Nelle citazioni si ritrovano blog vicini a Burioni e, naturalmente, l’Espresso.

Wikipedia ha una funzione meramente recettiva. Fa una fotografia del dibattito pubblico in corso e ha preso atto di quanto riportato dall’Espresso e dal Foglio. Mi auguro che ora prenda atto anche della controversia in atto nelle sedi giudiziarie, in caso contrario penseremo a quali iniziative intraprendere.

Il curriculum di Tarro è il perno attorno al quale ruotano le varie inchieste giornalistiche sul suo conto. Addirittura si è lasciato intendere che lui abbia acquistato alcuni titoli.

Nel curriculum di cui dispongo io ci sono i documenti che ho allegato alla denuncia. Documenti universitari, dai quali risultano i ruoli rivestiti in ambito accademico dal professor Tarro, ci sono gli atti del Cotugno che comprovano le attività da lui svolte presso quella struttura. Ci sono quelli da cui risulta che è stato vincitore del concorso di libera docenza in Virologia, che è stato titolare della cattedra di Virologia Oncologica presso l’Università di Napoli e che è stato primario universitario del Cotugno per 32 anni. Atti che smentiscono gli attacchi alla sua persona come professore universitario e come uomo di scienza. Per quanto riguarda l’accusa di aver fatto mercimonio di riconoscimenti scientifici internazionali, beh, quella è una cosa che si dovranno rimangiare. E’ la cosa più infamante che si possa rappresentare, anche perché non viene dato il minimo di riscontro a quanto viene dichiarato. Penso che sia una delle più fondate ipotesi di diffamazione che siano mai state consumate ai danni di un cittadino.

Altrettanta attenzione non è stata dedicata a Burioni che a gennaio, ospite da Fabio Fazio, a proposito del Coronavirus diceva che “il rischio è pari a zero”. Eppure Burioni viene ancora invitato in tv.

Qui bisogna sfatare un mito. Abbiamo la prova certa del fatto che all’inizio dell’emergenza il governo italiano, per circa 35 giorni, non ha fatto assolutamente niente di quanto avrebbe dovuto fare. Le migliaia di morti registrate soprattutto al Nord sono figlie di quelle omissioni. E questo atteggiamento è stato assunto sulla base di opinioni, come quella di Burioni, che tendevano a minimizzare la pericolosità dell’epidemia, a farla passare come una normale influenza. Ma il governo sapeva perfettamente che le cose stavano diversamente, come lo sapevano perfettamente i vari personaggi che hanno sostenuto l’opera del governo solo per fargli un piacere. E’ questo il contesto in cui si colloca lo scontro tra Burioni e Tarro. Burioni era uno di quelli che dicevano che bisognava stare tranquilli. Cosa che Tarro non ha mai detto. Lui diceva che un intervento andava fatto molto prima e che tutto ciò che è accaduto successivamente è stato la conseguenza di quel madornale errore. Per me non si è trattato di un errore ma di un reato, qualcuno dovrà rispondere prima o poi della propagazione dell’epidemia. Tarro non ha fatto mistero di essere contro l’establishment farmaceutico, medico e contro quella che viene fatta passare come la “scienza ufficiale”, che è più che altro scienza a favore del governo. Ha assunto la posizione che ha sempre assunto negli ultimi 50 anni. Ha sempre detto quello che dice oggi.

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