Cgia: “In 3 mesi persi 11mila artigiani ma il peggio deve venire”

Le parole del coordinatore dell'ufficio studi Paolo Zabeo

Un artigiano (Foto Carlo Cozzoli - LaPresse)

ROMA – Nei primi 3 mesi di quest’anno il numero complessivo delle imprese artigiane presente in Italia è sceso di 10.902 unità, un dato negativo. Tuttavia in linea con quanto registrato nello stesso arco temporale dei 3 anni precedenti il peggio, dovrebbe purtroppo sopraggiungere nei prossimi mesi. Quando l’effetto economico negativo del Covid si farà sentire con maggiore intensità. Lo sottolinea la Cgia. “In questi due mesi e mezzo di lockdown, molti artigiani senza alcun sostegno al reddito sono andati in difficoltà. E non sono stati pochi coloro che hanno ipotizzato di gettare la spugna e di chiudere definitivamente la saracinesca”, dichiara il coordinatore dell’ufficio studi Paolo Zabeo.

“Dopo una settimana dalla riapertura totale,invece, lo stato d’animo di tanti piccoli imprenditori è cambiato. C’è voglia di lottare, di resistere, di risollevare le sorti economiche della propria attività. Purtroppo, non tutti ce la faranno a sopravvivere. E non è da escludere che entro la fine dell’anno lo stock complessivo delle imprese artigiane presente nel Paese si riduca di quasi 100mila unità, con una perdita di almeno 300 mila posti di lavoro”, aggiunge.

(LaPresse)

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