Decreto Scuola, accordo nella notte: concorso per i precari dopo l’estate e senza quiz

Mediazione di Conte, prova selettiva per assunzione 32 mila precari da tenersi quando la curva epidemiologica lo consentirà. Nel frattempo valgono le graduatorie

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse in foto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al lavoro sul duplice importante tema del Decreto Liquidità

ROMA – Grande soddisfazione da parte del Presidente del Consiglio. Anche la mina scuola è stata disinnescata, luce verde dal vertice notturno convocato a Palazzo Chigi. La proposta di Conte è stata accolta dalla maggioranza sul concorso straordinario per i docenti. Resta la prova selettiva in entrata per l’assunzione di 32 mila insegnanti. Si terrà dopo l’estate, quando la curva epidemiologica lo consentirà, e sarà in forma scritta, con consegna di un elaborato, senza il quiz a risposta chiusa. ‘Una soluzione che permette di combattere il precariato garantendo la meritocrazia’ è il commento sul compromesso che viene fatto filtrare. Nel frattempo gli insegnanti di scuola media e superiore andranno in cattedra dal 1 settembre a tempo determinato direttamente dalle Graduatorie d’istituto. Soluzione vicina a posizione di PD e Leu. Anche la ministra, di cui si era paventato possibile passo indietro, esprime in conclusione la sua soddisfazione.

“Bene la soluzione sul concorso straordinario per la scuola”. E’ il commento della ministra, “Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito – prosegue Azzolina -. La proposta del presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti”. Prosegue la ministra: “Viene accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette che erano stati previsti nel decreto scuola votato a dicembre in Parlamento. Questa prova sarà sostituita con uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica”. Per Azzolina “ora occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti”.

(LaPresse)

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