L’intervista. Beneduce: “La vera emergenza è il turismo”

Non solo sanità e commercio fiaccati dal Coronavirus, per la consigliera regionale di Fi l’estate è alle porte ma non c’è un piano B

Flora Beneduce

NAPOLI – Cerca di stare lontana dalle polemiche e di gettare acqua sul fuoco, la consigliera regionale Flora Beneduce. In casa centrodestra, in queste ore, si vivono momenti di incertezza: rispetto alla data del voto, alla coalizione, al candidato governatore. Ma a sentire l’esponente di Forza Italia, pare che al centro direzionale queste ‘fibrillazioni’ si avvertano meno che nelle sedi di partito. Testa bassa e lavorare, è il mantra del medico napoletano, che fa il punto con Cronache sul post emergenza Coronavirus.

Consigliere, quali sono le criticità che accompagnano la fase due in Campania? Quali i settori più in crisi?

Il vero tema è il turismo. Il fatto che i grandi tour operator, i vettori aerei ma anche le grosse catene di hotel stiano già pensando a programmare la Pasqua del 2021 è deprimente. Occorre uno shock per salvare la stagione estiva. L’altro giorno in piazza del Plebiscito abbiamo assistito alla protesta di operatori del turismo, animatori, bus turistici, B&B, agenzie di viaggio. Lavoratori senza un sussidio e senza un futuro. Penso anche alle guide e agli accompagnatori turistici, che a fronte di una preparazione specifica e di un esame di abilitazione regionale, oggi sono allo sbando. Dovrebbero essere loro ad indirizzare in sicurezza i flussi turistici provenienti dall’estero sui nostri territori. Invece questi operatori sono completamente fermi in questo periodo. Anche strade storiche come San Gregorio Armeno vivono una crisi senza precedenti, sono sull’orlo del fallimento, pur rappresentando una risorsa millenaria con le botteghe di arte presepiale e l’immagine stessa di Napoli nel mondo. Per tutte queste categorie occorre fare qualcosa e subito. Il Governo purtroppo ha sbagliato i tempi. Ora siamo con l’estate alle porte, senza una strategia, senza un piano B. Idem per l’agricoltura, la contrazione del prezzo del latte di bufala in stalla è l’esempio emblematico di come i produttori siano vessati da speculazioni di bassa lega e di come occorra ripartire con un sostegno da parte delle istituzioni diretto e capace di incidere sul serio sul futuro di un settore così importante come quello della filiera bufalina.

Crede che le misure messe in campo dal governo nazionale e da quello regionale possano realmente rilanciare la regione sul piano socioeconomico?

Come le dicevo, per quanto riguarda il Governo l’impressione è che abbia sbagliato del tutto i tempi. L’inesperienza, la scarsa capacità di lettura della società, la troppa burocrazia ha prodotto ritardi intollerabili per una situazione di emergenza, non soltanto sanitaria ma anche economica e sociale, come quella che viviamo dall’inizio della pandemia. La Regione dal canto suo ha messo in campo delle risorse ma ciò che conta è come le si spende e, anche qui, in che tempi. Ci sono lavoratori ancora senza i 600 euro promesse dal premier Conte e senza Cassa integrazione. Assurdo.

Da medico che vive quotidianamente le criticità del sistema sanitario quali campano, quali sono le responsabilità di Vincenzo De Luca?

Il vero problema erano i posti letto in Rianimazione è lì un intervento è stato fatto. Ora bisogna pensare alla sanità territoriale, che è all’anno zero. Non c’è praticamente niente. Anche le USCA, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, rappresentano un oggetto misterioso. È chiaro che il Covid-19 ha amplificato vuoti e silenzi che non nascono oggi ma sono risalenti nel tempo. Una figura, per esempio, come l’infermiere di famiglia e di comunità potrebbe migliorare sensibilmente l’erogazione e l’umanizzazione delle cure sul territorio. Ho presentato una proposta di legge già l’estate scorsa e venerdì in Consiglio regionale ho riproposto con un’interrogazione il tema. Peraltro, nelle regioni in cui questa figura è già stata istituita si è registrata una diminuzione sensibile nel ricorso all’ospedalizzazione. Con un vantaggio chiaro anche sul piano dei costi. Ecco, su questo bisognerebbe lavorare per dare una risposta efficace alla domanda di salute dei nostri concittadini.

Se, come prevedono gli esperti, a ottobre ci sarà un’ondata di ritorno del Covid-19 i campani possono stare tranquilli rispetto all’organizzazione della medicina territoriale e quella ospedaliera?

Un lavoro sulle terapie intensive si è fatto negli ultimi mesi in Campania, i medici e il personale sanitario hanno inoltre acquisito competenze specifiche per trattare il virus. Speriamo che il fenomeno non torni o che comunque non torni con numeri importanti.
Il centrodestra fatica a ritrovare compattezza. Che pensa del veto che la Lega ha posto sul nome dell’ex presidente Caldoro?
La necessità vera è quella di un centrodestra unito, visto che ovunque si è presentato unito è poi risultato vincente. Sono sicura che il tavolo nazionale con i vertici della coalizione saprà interpretare questo sentimento di unità che è molto avvertito dai nostri elettori e mettere in campo non soltanto i nomi giusti ma anche una proposta progettuale e politica calibrata sulle difficoltà attuali dei campani, che sono tante e molto serie.

Si va verso il voto a settembre, crede che sia una scelta condivisibile?

Votare in una condizione di precarietà così forte non è facile. Non lo è per i cittadini e non lo è per chi si sottopone al loro giudizio dopo anni di mandato popolare o per la prima volta. È una situazione nuova per l’Italia. Occorrerà equilibrio e molto coraggio per affrontare una campagna elettorale così.

In che modo crede si debba e possa svolgere la campagna elettorale?

La vita sociale è ripresa ma con molte restrizioni. Verosimilmente saranno vietati assembramenti, quindi convegni ed incontri, tutto è affidato dunque ai social e agli strumenti di comunicazione da remoto. Per chi, come me, ha in animo di continuare un impegno appassionato e dalla parte dei cittadini nelle istituzioni, sarà importante far comprendere cosa si è fatto in questi cinque anni e da dove si intende ripartire. Soltanto nella consiliatura che volge al termine, ho presentato 41 proposte di legge, 50 tra ordini del giorno e mozioni, 30 interrogazioni. Temi come l’autismo, il caregiver, la violenza contro le donne, i rischi legati al gas radon, fibromialgia, pet therapy, il dissesto idrogeologico, la difesa dei più deboli in ogni settore della vita civile hanno rappresentato la mia bussola in questa prima parte di percorso politico. Punterò a motivare le persone che mi sostengono e con le quali abbiamo obiettivi comuni affinché possano credere ancora in una Campania migliore e a misura di cittadino.

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