Uccide l’amico con una coltellata

Lo colpisce al cuore dopo la cena, poi lo porta al pronto soccorso e scappa

CASTELVOLTURNO – Ha sferrato una coltellata al petto dell’amico al termine di una cena nella sua casa vacanza. Poi lo ha caricato in auto e lo ha trasportato al pronto soccorso della clinica Pineta Grande. Si è rimesso in auto e si è allontanato. Quando qualche ora dopo i carabinieri hanno bussato alla sua porta e lo hanno portato in caserma non ha potuto fare altro che confessare. Ed ha raccontato che al termine di un diverbio per futili motivi ha afferrato il coltello poggiato sul tavolo ed usato per la cena e lo ha colpito al petto. Si è poi scoperto che lo ha trafitto al cuore. A perdere la vita è stato Augusto Grillo, di 37 anni, di Giugliano. Nonostante le cure prestate dai medici della clinica di Castelvolturno è morto a seguito di arresto cardiocircolatorio causato, verosimilmente, dalla lesione riportata. Ad essere arrestato è stato Ulderico Piccolo, 43enne immobiliarista della zona di Lago Patria. A risolvere il caso sono stati i carabinieri della stazione di Castelvolturno e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Mondragone coordinati dal capitano Lorenzo Galizia. Piccolo è accusato di omicidio anche se resta da mettere a punto l’ipotesi di reato per la natura del delitto. Durante la notte tra sabato e domenica Grillo è giunto al pronto soccorso della clinica Pineta Grande, con una ferita da arma da taglio al torace.

L’uomo, accompagnato da una persona a bordo di un’autovettura, poi allontanatasi, è deceduto poco dopo l’arrivo alla clinica. I carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone coordinati dal maggiore Loreto Biscardi, avvertiti dal personale sanitario, sono immediatamente giunti presso la clinica dove, attraverso la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza, sono risaliti alla vettura che ha scaricato Grillo al pronto soccorso. Attraverso il numero di targa i militari dell’Arma sono riusciti a risalire al proprietario del veicolo, Piccolo, che, vistosi alle strette, ha ammesso le sue responsabilità. In caserma il 43enne, interrogato dal sostituto procuratore Simona Faga della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha confessato che, durante una cena presso la sua dimora estiva, all’interno del parco “Le Anfore” di Castelvolturno, dove era presente anche una terza persona, a seguito di un diverbio scaturito per futili motivi ha aggredito l’amico, suo ospite, sferrandogli un fendente al torace con un coltello da cucina e di averlo poi trasportato in ospedale. Sul luogo teatro dei fatti i carabinieri del Reparto operativo, nucleo investigativo di Caserta coordinati dal tenente colonnello Salvatore Sferlazza e dal maggiore Giorgio Guerrini hanno eseguito i rilievi del caso, sequestrando il coltello, che è stato ritrovato poggiato sul tavolo sotto il patio del giardino dell’abitazione.

L’arrestato è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Assistito dall’avvocato Paolo Santilli sarà interrogato tra oggi e domani. Testimone del delitto è stata la terza persona che con i due si trovava presso dimora estiva di Piccolo. Quest’ultimo, immobiliarista di professione, fratello di un farmacista, ha ammesso le sue responsabilità sotto l’evidenza investigativa asfissiante portata avanti dai militari dell’Arma. Resta da chiarire il movente che ha portato al tragico epilogo al termine di una cena conviviale in cui cibo e alcol l’avevano fatta da padrone fino a tarda serata. Il cadavere di Grillo è stato trasportato all’Istituto di Medicina legale di Caserta per essere sottoposto all’autopsia. Si tratta del secondo omicidio avvenuto in provincia di Caserta in poche ore. Nella stessa giornata, a Caserta, durante la mattina, un giovane ha accoltellato e ucciso la madre 52enne. Anche in quel caso alla base del folle gesto un diverbio le cui imprevedibili conseguenze sono sfociate nel sangue.

Lo psicologo: la crisi enfatizza lo stato d’animo

Di post quarantena per il virus si può anche morire. Due omicidi in poche ore in provincia di Caserta. Entrambi consumati con un coltello, entrambi al culmine di una lite. “Ma è presto per dire che i protagonisti abbiano agito in preda ad uno stato d’animo generato dalla prolungata mancanza di contatti dovuti al distanziamento imposto dal Coronavirus” spiega Oscar Nicolaus (nella foto), psicologo, docente di Psicologia sociale della famiglia a contratto presso l’Università Suor Orsola Benincasa, già ricercatore del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. “I momenti di crisi enfatizzano gli stati d’animo. Si alza il coperchio della pentola a pressione dando luogo ad episodi contraddittori” afferma a proposito del periodo di emergenza sanitaria che ha costretto tutti a rinunciare per oltre due mesi ai rapporti sociali.

“Può capitare ad esempio che chi è isolato diventa molto sociale e viceversa, passando anche per reazioni eccessive. Il distanziamento sociale acuisce il tipo di personalità innato, compresi i rancori che covavano sotto la cenere con il risultato che il riavvicinamento può provocare reazioni virulente” aggiunge. E’ già capitato in passato in concomitanza di altri eventi come la guerra, il terremoto, altre epidemie. “Situazioni che determinano un cambiamento del comportamento. Bisogna rendersi conto che il dolore va trattato, non va visto come un nemico. Chi ha vissuto situazioni difficili, cambia meno, è maggiormente abituato. Il rapporto con gli altri muta dopo aver guardato la morte negli occhi. I dolori vengono affrontati diversamente” continua. Chi non ha avuto tale esperienza “può avere maggiori problemi. Basti pensare che oggi l’utilizzo degli antidepressivi è all’ordine del giorno. Ma bisogna capire che il virus ha enfatizzato i comportamenti sociali” aggiunge.

Un corto circuito che pone le persone davanti ad una sorta di stress inedito dovuto alla ripresa dei rapporti con gli altri, connotandoli fortemente. E se prima il problema era resistere psicologicamente rinchiusi in casa senza vedere nessuno oggi, con la ripresa della vorticosa socialità, la questione critica potrebbe essere rappresentata dall’opposto.

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