Coronavirus, 7 milioni pronti a viaggiare tra regioni. Le linee dei governatori

Ma alcune regioni sono più preoccupate di altre. Al di là del caso Lombardia, anche il Piemonte attende con un po' di apprensione i dati sul contagio del prossimo fine settimana per sapere cosa succederà

Foto Fabrizio Corradetti/LaPresse 19 - 03 - 2018 Roma, Italia Cronaca Allagamenti e traffico in citta' Nella foto: Traffico altezza Lungotevere dei Vallati Photo Fabrizio Corradetti/LaPresse March 19th, 2018 Roma, Italy News Allagamenti e traffico in citta' In the photo: Traffico altezza Lungotevere dei Vallati

MILANO – Quando ormai mancano pochi giorni alla fatidica data del 3 giugno, in cui è prevista la riapertura dei confini tra regioni dopo oltre tre mesi, i distinguo di alcuni governatori non fanno dormire sonni tranquilli agli abitanti delle zone più colpite dalla pandemia. Con Sardegna e Sicilia in prima linea per ‘difendere’ i loro confini dai turisti che arriveranno dalle regioni con più contagi, la voglia di spostarsi finalmente liberi di tanti italiani non diminuisce. Lo sottolinea tra gli altri uno studio della Coldiretti. Che spiega come la decisione sul via libera allo sconfinamento tra regioni è attesa per programmare le vacanze da 7 milioni di italiani, che hanno in mente di scegliere il mese di giugno per mettersi in viaggio.

In una stagione in cui peserà l’assenza degli stranieri, con le grandi difficoltà per spostarsi tra i diversi Paesi, gli operatori turistici puntano tutto sulla possibilità degli italiani di spostarsi. Secondo l’associazione degli agricoltori, si conta soprattutto su quel 40% di italiani che preferiva viaggi all’estero. E che quest’anno potrebbe decidere di rimanere nei nostri confini, stando a una stima dell’Enit.

La preoccupazione delle regioni

Ma alcune regioni sono più preoccupate di altre. Al di là del caso Lombardia, anche il Piemonte attende con un po’ di apprensione i dati sul contagio del prossimo fine settimana per sapere cosa succederà. “Oggi – ha spiegato il presidente della Regione, Alberto Ciriotutti gli indicatori ci dicono che siamo a posto, e nulla ci dice che il 3 dovremo tenere chiuso. Ma dobbiamo guardare i dati del fine settimana, di venerdì, per avere la certezza. Noi abbiamo un monitoraggio quotidiano provincia per provincia, e ad oggi tutti i valori ci dicono che stiamo andando nel verso giusto. In questo ponte godiamoci il riposo ma facciamo attenzione, e se siamo nei centri abitati indossiamo le mascherine. Attendiamo il 3 giugno per la riapertura dei confini ma sempre con occhio vigile”.

La richiesta di Sicilia e Sardegna

E mentre le due isole maggiori pensano di chiedere un certificato a chi vuole recarsi lì in vacanza, un’altra regione ad alta vocazione turistica, il Veneto, ragiona al contrario, per rassicurare i visitatori che non correranno pericoli. “È impensabile – ha detto il governatore, Luca Zaiafare il test sierologico ai turisti: il Veneto registra 70 milioni di presenze turistiche l’anno. Stiamo studiando un piano per una ‘regione Covid-free’ da presentare ai turisti in arrivo. Al turista assicureremo che il Veneto è una regione Covid-free, grazie a una serie di misure e mettendo in atto tutti gli accorgimenti necessari”. Mentre il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, prova a mettere uno stop a chi vuole andare in ordine sparso. Sulle riaperture del 3, sottolinea, “bisogna che si prenda una decisione insieme, non lo decidono i presidenti da soli”.

(LaPresse/di Claudio Maddaloni)

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