L’intervista. Caldoro: “Non temo le fughe in avanti, i leader nazionali mi apprezzano”

L'ex governatore: il centrodestra è unito, nessuno ingigantisca problemi

CASERTA – Da mesi, a intervalli regolari, spunta qualcuno che dice la sua, mettendo in discussione una decisione ufficiale. Ma per lui il tempo sembra essersi fermato all’11 novembre scorso, quando Silvio Berlusconi, nel corso di un incontro con lo stato maggiore di Forza Italia, annunciò: “Stefano Caldoro è il candidato del centrodestra per le Regionali in Campania”. I tentativi di destabilizzazione (o sabotaggio?) interni ed esterni al suo partito non lo preoccupano: l’ex governatore continua a parlare da candidato in pectore, nonostante – e lo precisa in maniera inequivocabile – le fibrillazioni ‘locali’.

Presidente, ma che succede? Il centrodestra ha un candidato ufficiale dall’autunno scorso e alla vigilia della campagna elettorale ancora si mette in discussione il nome di Stefano Caldoro?

Bisogna attendere, e lo sapevamo, il tavolo nazionale. Si vota in più Regioni ed è normale lavorare ad una intesa nazionale. Forza Italia, con l’unanimità dell’ufficio di Presidenza, ha indicato il mio nome. Ho ringraziato il Presidente Berlusconi ed i leader Giorgia Meloni e Matteo Salvini che hanno, sempre, espresso parole di apprezzamento sulla mia azione di governo. Poi non mi stupisco delle fughe in avanti, fanno parte del gioco della politica. Bisogna avere nervi saldi. Sono abituato, credo di avere esperienza sufficiente.

Prima alcuni suoi colleghi di partito, poi la Lega: le dispiace questa mancata convergenza sulla sua persona?

Le ripeto, tutti i leader nazionali hanno espresso apprezzamento. Non c’è un problema personale ma una legittima discussione nei partiti. E’ normale che accada.

Ha sentito Berlusconi? Deve essere piuttosto arrabbiato visto che sono le sue indicazioni a non essere state rispettate…

Quando sento il Presidente si parla di Sud ed Europa, delle cose da fare, dei provvedimenti da mettere in campo per le famiglie e le imprese. Il Presidente è un uomo che pensa alle soluzioni.

Anche nelle altre Regioni la Lega sta mettendo in discussione l’accordo nazionale. Cosa sta accadendo alla coalizione se i patti stipulati da Salvini, Meloni e Berlusconi rischiano di saltare solo per le ambizioni di qualcuno?

Il centrodestra sta crescendo, ha affrontato l’emergenza in maniera compatta, i gruppi parlamentari hanno dato prova di grande responsabilità. Nelle prossime settimane sono annunciate iniziative comuni. Spero che nessuno voglia ingigantire i problemi, alimentare divisioni che non devono esistere.

Ancora una volta con queste fibrillazioni rischiate di arrivare alle elezioni spaccati. Volete regalare nuovamente la Campania a De Luca?

Saremo uniti, come è sempre capitato. Presenteremo alla Campania un progetto serio, autorevole, costruiremo la speranza. I cittadini campani non si fanno illudere dalle battute, dalle minacce di lanciafiamme. Imprese e famiglie, studenti e professionisti hanno memoria. La Campania è ultima in Europa, lo dice Eurostat, ha fallito sui rifiuti, le ecoballe sono sempre lì, e nessuno dimentica le barelle negli ospedali ed i pendolari costretti a camminare sui binari. Serve serietà, servono le competenze per ripartire. Le faccio un solo esempio, attuale. In queste ore si riparla della chiusura della Whirlpoll di Napoli. Noi salvammo Carinaro. La Campania dovrà scegliere fra il cabaret e la competenza.

Lei è intervenuto nella vicenda Napolitano-De Magistris, perché?

Il Presidente Emerito Giorgio Napolitano mandante di trame oscure, e dal Pd un silenzio assordante. Ho ascoltato il Sindaco, da Giletti in tv, e sono rimasto impressionato. Accuse gravi, denunce su intrecci istituzionali che hanno interferito su vicende giudiziarie. Le gravi affermazioni non possono rimanere senza risposte. Ha parlato il Sindaco di una grande città, un ex magistrato. Ha mosso accuse gravissime. Sono rimasto impressionato da De Magistris che dice ‘quando indagavo su Berlusconi tutti mi applaudivano, quando ho iniziato sulla sinistra mi hanno fermato’, parole che non possono rimanere senza spiegazioni.

Alla partita delle Regionali pare sia interessato anche il magistrato Catello Maresca, cosa ne pensa?

Un magistrato autorevole, serio. La sua attività, le sue riflessioni vanno rispettate.

Se non dovesse essere candidato governatore lo sarà per altri incarichi?

Nella mia vita non ho mai chiesto un incarico, ho sempre preferito il gioco di squadra. Ho rinunciato a seggi sicuri, voi giornalisti direste ‘mai attaccato ad una poltrona’. Oggi sono il capo della opposizione in Regione, farò come sempre la mia parte.

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