Istat, in rosso il saldo commerciale extra-Ue: ad aprile crolla l’export

Netto calo ad aprile anche per i prezzi alla produzione dell'industria, il più ampio negli ultimi due decenni con un deciso ampliamento della flessione su base annua

Istat

MILANO – Crollano ad aprile le esportazioni extra Ue, mai così giù dal 1993, e il saldo commerciale va in rosso dopo anni. A fornire gli aggiornamenti è l’Istat che segnala che “l’intescambio commerciale con i paesi extra Ue, registra una netta riduzione congiunturale per le esportazioni (-37,6%). E, in misura meno ampia, per le importazioni (-12,7%), mentre l’export è in netto calo anche su base annua con un – 44,2%”.

Le stime dell’Istat

Si tratta rileva l’Istat di una “contrazione eccezionale, la più ampia mai registrata dalla nascita del mercato unico europeo nel 1993 alla quale contribuisce per 20 punti percentuali la netta riduzione delle vendite di beni strumentali”. In deciso calo anche l’import. Alla cui flessione contribuisce maggiormente la diminuzione degli acquisti di energia e beni intermedi (rispettivamente per 15 e 8 punti percentuali). E questo andamento si traduce in un saldo commerciale negativo per 148 milioni a fronte di un avanzo di 2,9 miliardi ad aprile 2019. In calo anche l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da 6,3 miliardi di aprile 2019 a 1,1 del mese scorso.

Cala anche la produzione industriale

Netto calo ad aprile anche per i prezzi alla produzione dell’industria, il più ampio negli ultimi due decenni con un deciso ampliamento della flessione su base annua (-5,1%, da -3,7% di marzo). Che si approssima al valore registrato nell’ottobre del 2009. “Anche ad aprile – osserva l’Istat – a determinare la dinamica sia congiunturale sia tendenziale dei prezzi sono soprattutto i prodotti energetici che segnano drastiche diminuzioni dei prezzi su tutti i mercati, più ampie su quello interno e su quello estero area non euro. A eccezione dei beni intermedi, si confermano positive, sebbene in lieve attenuazione, le dinamiche tendenziali dei prezzi degli altri raggruppamenti principali di industrie”.

(AWE/LaPresse)

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