Coronavirus, Brusaferro: “Possiamo individuare un’Italia a tre velocità”

Le dichiarazioni del presidente dell'Iss in audizione alla Camera

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse in foto il commissario straordinario dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro

TORINO “Possiamo individuare un’Italia a tre velocità, ma in tutte le regioni c’è un decremento. Il virus è ancora presente, i comportamenti adottati sono la misura più efficace per ridurre la contaminazione”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, in audizione alla Camera. “Ci troviamo ad aver superato la curva di picco, siamo in discesa e siamo in una fase di controllo della situazione che però richiede un’attenzione particolare. E’ stato messo a punto un sistema di monitoraggio concordato tra Stato e Regioni, rilevato con cadenza settimanale. Ci avviamo a una sfida più importante, la liberalizzazione della mobilità, anche internazionale”.

Gli atti del Cts

Prosegue il presidente dell’Iss: “Gli atti del Cts non sono segreti, sono accessibili dalla Protezione civile. Il Cts esprime pareri sulla base delle evidenze disponibili. In termini organizzativi di sanità pubblica, il nostro Paese è stato il primo a essere colpito ed è diventato Paese pilota. Le misure che abbiamo adottate noi sono state adottate da altri Paesi”.

L’indicatore RT

“I 92 scenari? Dovendo affrontare una fase così delicata come quella della riapertura, è chiaro che dal punto di vista tecnico scientifico si prende in considerazione tutte le variabili. Lo si fa attraverso modelli matematici, incrociando le variabili che potrebbero fare aumentare l’epidemia. Il famoso RT uguale a 1 è diventato un mantra, purtroppo si danno pagelle. Il Cts non ha detto scegli tra 92 scenari ma in realtà il documento si conclude con una pagina che profila scenari verosimili. Sceglie poi il decisore”.

Il rischio di una nuova ondata in autunno

Continua Brusaferro: “Ottobre è il mese in cui cominciano le patologie respiratorie, non a caso consigliamo il vaccino. Tanto più ci si avvicina a questo periodo, all’autunno, tanto più ci si avvicina a una seconda ondata. Sappiamo che in autunno aumenta possibilità di trasmissione, anche perché non stiamo più all’aperto”.

(LaPresse)

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