Il Governo conferma gli spostamenti tra le regioni. De Luca: “Decisione presa dietro pressioni”

in foto Vincenzo De Luca

ROMA – Nessuna video-conferenza con le Regioni, per il Governo il “dado è tratto”. Il 3 giugno si tornerà a circolare per tutto il territorio italiano, mettendo nel cassetto anche l’ultima versione dell’autocertificazione che ha segnato il lockdown dei cittadini a causa dellla pandemia da Coronavirus. Nessun nuovo Dpcm e per ora non è neanche in programma una conferenza stampa del premier Giuseppe Conte.

Il Paese torna a riunirsi, ma non senza polemiche

I dati della Lombardia sono confortanti (solo 221 nuovi casi oggi, ndr), l’indice Rt è sotto controllo e non è emersa alcuna situazione critica: presupposti però che non tranquillizzano alcuni governatori delle regioni del Sud che sono tornati a manifestare la loro contrarietà.

Il primo a confermare i dubbi già espressi nei giorni scorsi è Vincenzo De Luca

“Davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio”. Il governatore della Campania insinua poi che la decisione da parte del governo è stata presa “non sulla base di criteri semplici e oggettivi ma sulla base di spinte e pressioni di varia natura”.

Lo sceriffo non è d’accordo, non ne fa un mistero, e annuncia: “Valuteremo le decisioni del governo, se e quando saranno formalizzate”. Da palazzo Chigi però si ribadisce che non ci sarà alcuna formalizzazione, perché non necessaria. Il decreto del 19 maggio aveva già previsto il ritorno alla mobilità tra regioni a partire dal 3 giugno, misura confermata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e accompagnata dall’avvertimento del responsabile per gli Affari regionali, Francesco Boccia, pronto a impugnare qualsiasi azione da parte dei presidenti delle regioni che vadano contro i dettami della Costituzione.

Nessun passaporto sanitario, tantomeno chiusure indirizzate ai lombardi. Al massimo, viene spiegato da fonti di governo, potrebbe passare, eventualmente, la decisione da parte dei governatori, di mantenere la quarantena per chi si sposta da regione a regione.

Chi invece sembra non mollare la presa è Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna, che insiste sul certificato di negatività: “Una piccola precauzione in più. Credo che sia un’esigenza che si dovrà prima o poi affrontare senza strumentalizzazioni politiche”. Non è della stessa idea Luca Zaia: “Pensare ad una patente di sanità è impossibile” e definisce la riapertura “tutti insieme” del 3 giugno “un bel segnale”.

Superato quindi il ponte della festa della Repubblica, l’Italia potrà guardare con altri occhi il futuro che l’attende. Attenzione però non sarà un liberi tutti. Benché si potrà tornare a viaggiare da regione a regione resteranno in vigore alcuni obblighi. Il Coronavirus continua a circolare, è il refrain degli scienziati, pertanto la fase del ‘contenimento’ non è ancora superata.

Ancora vietati assembramenti e affollamenti, anche in casa, con la regola in vigore del distanziamento sociale e dell’uso della mascherina quando non è possibile. Ancora non consentiti baci e abbracci con chi non è ‘congiunto’ e anche con i parenti non conviventi, soprattutto se sono anziani. Lo stesso vale per l’uso dei guanti, soprattutto quando si comprano alimenti. Resta fermo l’obbligo infine della quarantena nel caso in cui si è venuti a contatto con un positivo al Covid-19. (LaPresse)

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