Sanità, l’Asl Napoli 1 verso lo scioglimento

Per le infiltrazioni dei clan, il Viminale frena. Da Roma: “Nessuna decisione”. Gli atti andranno all’esame del CdM

L’Asl Napoli 1 rischia lo scioglimento. Dopo le verifiche degli ultimi mesi da parte della commissione d’accesso nominata per indagare su infiltrazioni camorristiche, il Ministero dell’Interno si prepara prendere una decisione: possibile il commissariamento dell’Azienda attualmente nelle mani del direttore Ciro Verdoliva. Il Viminale dovrà sottoporre la questione al Consiglio dei Ministri, poi sarà il Capo dello Stato a procedere con la firma definitiva. I problemi per l’Asl sono cominciati nel 2019, quando la Procura di Napoli ha cominciato a indagare sui tentacoli dell’Alleanza di Secondigliano all’ospedale San Giovanni Bosco. Secondo i pm diversi servizi del nosocomio, dal bar al parcheggio, erano finiti nelle mani dei clan, così come un sistema di prenotazione di visite specialistiche. Dopo la nomina della commissione d’accesso, Verdoliva ha fornito i documenti richiesti nei mesi scorsi, e ora il ministro Luciana Lamorgese (nella foto a sinistra) potrebbe decidere di voltare pagina e intervenire direttamente nella gestione dell’Azienda, sostituendo con un commissario uno dei fedelissimi del governatore Vincenzo De Luca. Dal Ministero, però, frenano: “Nessuna decisione è stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in merito alla proposta di scioglimento della Asl Napoli 1. E’ ancora in corso al Viminale la fase istruttoria affidata agli uffici competenti. Si segnala peraltro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovrà eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei Ministri entro il prossimo mese di dicembre”. Attenzione ai tempi, quindi.

Lo scioglimento dell’Asl più grande del Sud sarebbe un colpo tremendo per il governatore in carica che punta a ricandidarsi. C’è la possibilità, però, che il terremoto arrivi dopo le Regionali. Una situazione da monitorare. Intanto il Movimento 5 Stelle va alla carica: “A quasi un anno dalla relazione a firma di parlamentari e consiglieri regionali campani del Movimento 5 Stelle sulle gravissime criticità nella gestione della Asl Napoli 1, a seguito della quale fummo ricevuti dal presidente del Consiglio Conte, e a conclusione di accertamenti della Commissione di accesso sulle infiltrazioni camorristiche, che abbiamo fortemente chiesto e ottenuto con un’interpellanza presentata alla Camera dei Deputati, apprendiamo della possibile decisione del ministro degli Interni di decretare lo scioglimento della più grande azienda sanitaria del Mezzogiorno. Una notizia che conferma quanto fossero fondate le nostre accuse, corroborate da atti, esposti, report e denunce e successivamente supportate anche da indagini della magistratura, stando alle quali la criminalità organizzata avrebbe approfittato di una gestione lacunosa per mettere radici nei nostri ospedali e arrivando a controllare assunzioni, turni dei sanitari, opere di edilizia e liste d’attesa. Secondo i magistrati della Dda di Napoli, l’ospedale San Giovanni Bosco sarebbe diventato la “sede sociale” dell’Alleanza di Secondigliano”, ha detto la capogruppo regionale M5S e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino.

I grillini ricordano di come la nomina della commissione d’accesso fu definita da De Luca come “una buffonata politico-propagandistica, un atto ridicolo e cialtronesco”. “Ora sia lui a scusarsi per come ha consentito che fosse gestita la principale azienda sanitaria della nostra regione. Questo scioglimento rappresenta l’ultimo e indecoroso atto della gestione De Luca, su cui non può che calare definitivamente il sipario. Una sua eventuale ricandidatura sarebbe un’offesa a questa gente e a questa terra”, ha concluso Ciarambino. A ricordare quelle parole del governatore anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Il governatore Vincenzo De Luca aveva parlato di “atto ridicolo e cialtronesco”, ma avevamo ragione noi: perfino l’attuale governo ha acceso la luce sull’Asl 1 di Napoli, la più grande d’Europa con oltre 6mila dipendenti e in odore di camorra”. Il senatore Sandro Ruotolo ha ufficialmente sollecitato il Viminale a decidere in fretta, per evitare problemi nella gestione dell’emergenza Covid. La parola ora passa al Viminale che dovrà valutare gli atti e disegnare il futuro dell’Asl.

Verdoliva, in bilico l’uomo di De Luca

L’incarico di Ciro Verdoliva come direttore generale dell’Asl Napoli 1 è in bilico. L’uomo al quale il governatore Vincenzo De Luca ha affidato ruoli chiave nella sanità nel corso della sua gestione, prima alla guida del Cardarelli poi dell’Asl Napoli 1, non risponde alle voci che vogliono il Ministero dell’Interno a un passo dal chiedere al governo di commissariare la ‘sua’ Azienda per infiltrazioni camorristiche. “Non ci sono decisioni ufficiali, quindi non c’è alcunché da commentare”, è la risposta dell’entourage del manager. Verdoliva è stato espressione diretta del governatore regionale, per il piglio da uomo capace di prendere decisioni e per la mediaticità. E’ un direttore generale molto spesso al centro dell’attenzione, molte volte sotto i riflettori, sempre presente nelle passerelle di De Luca negli ospedali, nella maggior parte dei casi fatte ancora prima che le strutture entrassero realmente in funzione. Il direttore dell’Asl finita nella bufera è stato protagonista della fase di ‘lancio’ dell’Ospedale del Mare ed è stato fotografato in tutte le occasioni relative allo sviluppo dei reparti Covid, a Ponticelli come al Loreto Mare.

La sua ‘caduta’ sarebbe un colpo durissimo per l’intera macchina deluchiana, proprio a poche settimane dalle elezioni Regionali. L’opposizione non fa sconti: “Il sistema di potere di De Luca – fatto da una complessa rete di rapporti oscuri e di una gestione della sanità fin troppo disinvolta e affaristica – sta emergendo in tutta la sua drammatica evidenza. La Asl Na 1 di Napoli è la più grande d’Europa, e tutti i fatti che legittimamente preoccupano il governo – un governo dello stesso colore politico del presidente della Regione, tra l’altro – sono stati posti in essere sotto la gestione del direttore generale nominato, appunto, da De Luca. Al Governo chiediamo di fare presto, a chi di dovere di intervenire. Qui non si parla più di “lanciafiamme” e di “cinghialoni”, ma di infiltrazioni camorristiche”, ha commentato Severino Nappi, presidente del movimento civico ‘Il Nostro Posto’. Il duo De Luca-Verdoliva ora rischia di cadere nel modo più clamoroso e amaro. L’ultima parola spetta al governo.

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