Coronavirus: è scontro tra virologi

Secondo il primario del San Raffaele di Milano e direttore della terapia intensiva, Alberto Zangrillo, “il virus praticamente, da un punto di vista clinico, non esiste più”. E Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico-scientifico non concorda affatto, ritenendolo ancora un grosso problema

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

E’ scontro tra virologi in merito a quanto il coronavirus sia ancora un pericolo di contagio e di morte nel nostro Paese.

La diatriba

Secondo il primario del San Raffaele di Milano e direttore della terapia intensiva, Alberto Zangrillo, “il virus dal punto di vista clinica non esista più lo dice l’università Vita e Salute del San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri: i tamponi eseguiti negli ultimi dieci giorni hanno risultati con una carica virale dal punto di vista quantitativo infinitesimale rispetto ai tamponi eseguiti sui pazienti un mese fa”.

La risposta 

La risposta del collega virologo Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico-scientifico non si è fatta attendere: “Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo con frasi quali il ‘virus clinicamente non esiste più e che ‘terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità’. Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus”.

Bene più posti in intensiva

“Aver incrementato di molto i posti di terapia intensiva – aggiunge – è un merito enorme del sistema sanitario nazionale, poichè ha permesso di offrire una risposta clinica a tanti malati che altrimenti non avrebbero potuto essere adeguatamente curati. Inoltre, questi posti rimarranno disponibili per chi in futuro ne avrà bisogno anche per situazioni cliniche diverse da COVID-19”.

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