Calcio, Valencia ancora contro Gasp. L’Atalanta celebra i 10 anni di Percassi

Foto Tiziano Manzoni / LaPresse in foto Antonio Percassi

MILANO – Continua a far discutere la partita di Champions League Valencia-Atalanta, disputata lo scorso 10 marzo, che ha qualificato la squadra bergamasca ad uno storico quarto di finale di Champions League. La gara venne disputata a porte chiuse, in piena pandemia da coronavirus, ma domenica si è scoperto che probabilmente l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini era ammalato proprio di Covid-19.

Le rivelazioni del tecnico nerazzurro hanno creato sgomento in Spagna, con il Valencia che ha diramato un comunicato di condanna e che ora si sarebbe rivolto alla UEFA per eventuali sanzioni ai danni dell’Atalanta. Secondo quanto riferisce Marca, il club andaluso “si aspetta una reazione dalla UEFA e dalle autorità sanitarie italiane per rimproverare il comportamento da parte dell’allenatore dell’Atalanta“.

La consigliera per la sanità della Comunità Valenciana Ana Barceló ha definito “irresponsabile” il comportamento di Gasperini che “non avrebbe dovuto muoversi”. La partita si era giocata a porte chiuse, con l’Atalanta che ha ottenuto una storica qualificazione ai quarti di finale. Al momento nessuna reazione è arrivata dal club nerazzurro, duramente colpito dal dramma di una pandemia che ha mietuto migliaia di vittime proprio nella bergamasca.

Una situazione spiacevole che arriva proprio nel giorno in cui l’Atalanta celebra i 10 anni di presidenza di Antonio Percassi, un vero e proprio crescendo di risultati e traguardi raggiunti. E’ lo stesso massimo dirigente nerazzurro a ripercorrere questo periodo nel corso di una intervista al sito del club. “Sono stati dieci anni inimmaginabili per come sono andate le cose, siamo partiti dalla B per arrivare alla Champions, è stato una cosa incredibile – ha raccontato Percassi – Abbiamo fatto un bel lavoro e siamo andati anche oltre le previsioni: arrivare in Champions è stato il non plus ultra per una società di calcio”.

L’emozione più grande è appena di qualche mese. “Il punto massimo della gioia è stata la vittoria in casa dello Shakhtar che è valsa la qualificazione (agli ottavi di Champions, ndr). Così come il secondo tempo a Milano contro il Manchester City”.

L’orgoglio di Percassi anche per il cammino in Serie A dove “abbiamo fatto partite straordinarie, anche quest’anno con il Milan e contro l’Inter a San Siro, dove meritavamo di vincere. Ma al di là dei risultati, conta il gioco espresso dalla squadra“. A conferma dell’umiltà da sempre predicata, Percassi come obiettivo per questa stagione non ha avuto dubbi: “Speriamo di salvarci“. (LaPresse)

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