Coronavirus, l’Austria non riapre all’Italia. Di Maio: “Sentito il ministro, confronteremo i dati”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto: Luigi Di Maio

MILANO – Nel giorno delle riaperture tra regioni, il fronte caldo si sposta verso i confini nazionali. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, riceve a Roma l’omologo francese Jean-Yves Le Drian nelle ore in cui l’Austria annuncia che per ora non riaprirà le frontiere agli italiani (mentre da domani sono aperte per gli altri Paesi confinanti), scatenando l’ira dell’esecutivo. Già nel pomeriggio il premier, Giuseppe Conte, sottolinea: “Ci sono alcuni Paesi che intendono adottare misure nei confronti di altri Paesi che hanno curve epidemiologiche più elevate. Non vi è motivo che l’Austria o la Grecia adottino misure discriminatorie nei confronti dell’Italia. Non vorrei che l’Italia pagasse il prezzo della trasparenza. Sono misure inaccettabili. Stiamo lavorando per superarle”. E poco dopo Di Maio, affiancato da Le Drian, spiega: “L’Italia, per rilanciare la propria economia interna, ha scelto la giornata odierna, anche per riaprire le frontiere, ma ci aspettiamo reciprocità da tutti gli altri Paesi europei. Siamo stati i primi a essere colpiti dalla pandemia, ma oggi stiamo andando meglio di altri. In vista del 15 giugno la nostra volontà è quella di sbloccare alcune chiusure che ancora, con rammarico, dobbiamo registrare. L’approccio individualistico danneggia l’immagine stessa dell’Europa, oltre che il mercato unico europeo”.

Di Maio annuncia però di aver sentito il ministro degli Esteri austriaco, Alexander Schallenberg, e di aver convenuto “sul fatto che dopo il confronto tra i ministri della Salute sul dato epidemiologico dell’Italia potrà essere più chiaro il dato sulle riaperture. Noi possiamo dimostrare che la situazione oggi nelle nostre regioni è migliore che in alcune parti del vecchio continente. Devo dire che il ministro austriaco mi ha chiamato per dirmi che la decisione non è definitiva, ma che nei prossimi giorni decideranno. Da oggi al 15 giugno tutte le contraddizioni allo spirito europeo dovranno essere risolte”.

“Rispettiamo il fatto – aggiunge il responsabile della Farnesina – che il 15 giugno sia diventato il d-day del turismo europeo, perché i tempi in cui si è entrati in questa pandemia sono stati diversi. Ma ci aspettiamo reciprocità, in modo che i cittadini possano spostarsi nei diversi Paesi senza quarantena”. Di Maio ringrazia Le Drian per la visita a Roma: “Come sua prima visita ha scelto l’Italia, e questo per noi rappresenta un’ulteriore prova di vicinanza al nostro Paese. Questa pandemia ci ha messo a dura prova ma oggi ci stiamo rialzando. Ringrazio Jean-Yves, perché se possiamo risollevarci è anche grazie ai Paesi amici. E tra questi c’è la Francia”.

Un monito a Vienna era arrivato anche dalla Commissione Ue

“Generalmente non commentiamo le misure specifiche prese dagli Stati membri. Quello che abbiamo fatto è stato produrre delle linee guida per l’uscita dalle misure restrittive e uno dei principi importanti su cui si basano è quello della non discriminazione sulla base della nazionalità”, aveva detto un portavoce. E l’Austria, dopo il parziale dietrofront della Grecia nei giorni scorsi, sembra in effetti isolata.

Oggi anche il governo tedesco, mentre si è registrato un nuovo focolaio in Bassa Sassonia a causa di una festa, che ha portato a richiudere le scuole a Gottinga, ha deciso di annullare a partire dal 15 giugno le limitazioni di viaggio per la maggior parte dei Paesi europei, e il Belgio riaprirà le frontiere ai Paesi dell’area Schengen dalla stessa data. (LaPresse)

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