Renzi plaude a Conte ma spariglia: “Elezione premier e Voluntary disclosure contante”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto: Matteo Renzi

ROMA“In Italia c’è spazio per far politica. Il virus è il populismo, il vaccino è la politica”. Matteo Renzi presenta il suo ultimo libro ‘La mossa del Cavallo’ e prova – ancora una volta – a sparigliare. Il leader di Italia viva torna in un certo senso sul ‘luogo del delitto’, su quel terreno delle riforme istituzionali che gli costò la poltrona di palazzo Chigi all’indomani del referendum del 4 dicembre 2016. “Credo sia giunto il momento di prendere il coraggio a due mani, di accettare la sfida e introdurre l’elezione diretta del presidente della repubblica o del presidente del Consiglio dei ministri”, mette nero su bianco nel libro.

L’ex premier aveva già proposto di votare un ‘sindaco d’Italia’ l’anno scorso, tentando di ingolosire il centrodestra e adesso torna alla carica: “Si tratta dunque di stabilire una relazione tra la guida del governo e il voto popolare”. “Noi di Iv potremmo avere tutto l’interesse ad avere un sistema proporzionale. Ma noi siamo bestie strane, animali speciali. Diciamo che quel che serve all’Italia è l’elezione diretta del Capo dello Stato o del premier. Non si può continuare con un sistema di contrattazioni e trattative esagerate. A me di fare un grande proporzionale, un inciucione non convince”, insiste presentando la sua idea al popolo della sua newsletter.

Il leader di Iv plaude a Conte per la strada intrapresa sui cantieri (“la direzione è giusta, adesso bisogna passare dalle parole ai fatti”), ma mette sul tavolo anche un’altra proposta destinata a far discutere. “Dobbiamo superare il contante, andare verso la cashless society”, azzarda puntando molto sul pagamento tramite cellulare. non è tutto, prerò. “L’idea – aggiunge – è fare una Voluntary disclosure, io tiro fuori il contante, pago una tassa che noi immaginiamo al 10-15% e poi non vengo perseguito. Questo potrebbe portare a 100 miliardi immessi un circolo”.

Le proposte del leader di Iv verranno prese in esame prima di siglare il ‘patto per la rinascita’ lanciato oggi da Conte. Il premier non chiude all’alleato, assicurando di esaminare anche la sua proposta di fare il Ponte sullo Stretto di Messina. “Costa più non farlo che farlo”, ragiona Renzi. “Non voglio declamare opere immaginifiche – la replica del premier – ci metteremo attorno a un tavolo e valuterò senza pregiudizi”.(LaPresse)

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