Conte e le promesse: taglio drastico alla burocrazia per la ripresa economica

Il premier: "Con l'arrivo di questa crisi il Pil tornerà ai livelli del 2000, abbiamo quindi il dovere tutti insieme di uno sforzo corale, per recuperare il ventennio perduto"

Foto Claudio Peri/LaPresse/Pool

ROMA – “Un più drastico taglio alla burocrazia”: è la promessa di Giuseppe Conte agli italiani. Un concetto quello dello snellimento della farraginosa macchina burocratica che anche il leader della Lega, Matteo Salvini, professa da ‘ illo tempore’. Adesso il premier lo propome come la ‘ conditio sine qua non’ per la ripresa economica del Balpaese.

Conte: urge un taglio drastico

“L’urgenza con cui è stato necessario mettere in campo le risorse è stata anche occasione per tagliare alcuni passaggi burocratici eccessivi come per la cig – ha detto – Un taglio alla burocrazia deve essere ancora più drastico, perché la sfida della ripartenza non può esaurirsi nel ritorno alla normalità precedente”.

Le risorse del governo

“Con l’arrivo di questa crisi il Pil tornerà ai livelli del 2000, abbiamo quindi il dovere tutti insieme di uno sforzo corale, per recuperare il ventennio perduto. All’emergenza sanitaria – ha aggiunto – si è affiancata da subito un’emergenza economica di cui non siamo ancora in grado di conoscere la portata fino in fondo. Di fronte a uno scenario così critico il governo ha messo a disposizione 80 miliardi in deficit, ha attivato garanzie pubbliche e private rendendo più facile la capitalizzazione delle imprese”

La riforma fiscale

“Dobbiamo introdurre una riforma fiscale organica, riordinando il sistema delle deduzioni e delle detrazioni per assicurare che il nostro fisco sia equo, efficiente. E’ impensabile – ha concluso – avere un fisco la cui riforma organica più recente risale a circa 50 anni fa, serve un progetto condiviso che renda tutto il sistema fiscale molto più efficiente”.

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