Cosenza, fallimento di casa di cura: 3 misure cautelari e sequestro per 7 milioni

Milioni di euro sottratti da due società che gestivano la casa di cura di Tricarico Rosano di Belvedere Marittimo (Cosenza), fino al fallimento. E' quanto scoperto dalla guardia di finanza di Cosenza

Foto LaPresse - Claudio Furlan

COSENZA – Cosenza, fallimento di casa di cura: 3 misure cautelari e sequestro per 7 milioni. Milioni di euro sottratti da due società che gestivano la casa di cura di Tricarico Rosano di Belvedere Marittimo (Cosenza), fino al fallimento. E’ quanto scoperto dalla guardia di finanza di Cosenza che ha eseguito tre misure cautelari personali e sequestri preventivi, per circa 7 milioni di euro, nei confronti di quattro persone, parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta e fiscali. Le indagini hanno consentito consentito di far luce sulle dinamiche che hanno portato al fallimento, nei mesi di luglio 2018 e settembre 2019, dell’Istituto Ninetta Rosano srl e della Casa di Cura Tricarico Rosano srl attraverso le quali era stata nel tempo gestita l’omonima casa di cura privata del Tirreno cosentino. Le misure cautelari sono state disposte dal gip di Paola, Rosamaria Mesiti, nell’ambito delle indagini dirette dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito. “L’asservimento delle società deputate alla gestione della Clinica al soddisfacimento degli interessi personali dei componenti il sodalizio, è stato reso evidente anche dal pagamento di compensi, distrazioni dalla cassa contante, pagamenti di spese personali, prelevamento di assegni, per un ammontare complessivo pari a circa 7 milioni di euro”, precisa la procura di Paola.

Le investigazioni, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria Cosenza, hanno rivelato l’esistenza dell’associazione a delinquere, costituita dai quattro, tutti legati da vincoli di parentela. Secondo quanto emerso, i quattro, tramite “sistematiche” operazioni distrattive, hanno “determinato un progressivo ma inarrestabile depauperamento dell’attivo patrimoniale delle due società, con grave danno per l’Erario nonché per i creditori sociali”, scrive la procura di Paola. In particolare, le indagini hanno consentito di fare luce sugli artifici contabili e societari posti in essere dagli associati per assicurarsi la gestione della Casa di cura nonostante un’esposizione debitoria complessiva superiore ai 100 milioni di euro. Nel dettaglio, sono state ricostruite, anche grazie alla collaborazione dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, plurime condotte distrattive perpetrate mediante contratti di affitto di ramo d’azienda simulati, ai quali non conseguiva il pagamento dei relativi canoni, copiose uscite di denaro dalle casse delle società per finalità estranee all’attività d’impresa, tra cui sono annoverati anche bonifici verso società estere, nella piena disponibilità degli odierni indagati, e utilizzati anche per il pagamento di canoni di noleggio di imbarcazioni di lusso.

È stata, inoltre, accertata da parte di due indagati la commissioni di reati fiscali in conseguenza dell’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi Parallelamente, su richiesta della procura, il gip ha emesso un Decreto di sequestro preventivo per circa 7 milioni di euro, cui è stata data esecuzione dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria Cosenza.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome