L’intervista. Palmeri: “Jabil, 35 giorni di speranza. Sarò capolista di De Luca presidente”

L’assessore regionale al Lavoro: “Il Pd? Credo sarà al nostro fianco”

Sonia Palmeri

La corsa contro il tempo per salvare i lavoratori Jabil, le speranze ridotte al lumicino per quelli della Whirlpool, la guerra alla pandemia e il futuro politico. Sonia Palmeri, assessore regionale al Lavoro, fa il punto con ‘Cronache’. E annuncia ufficialmente la sua candidatura come capolista di “De Luca presidente” alle prossime Regionali.

Assessore, 190 lavoratori di Jabil rischiano il licenziamento. Nelle ultime ore c’è stato un confronto intenso e un primo accordo.

Sì, abbiamo avuto un confronto faticoso, con parecchi giorni di negoziato. Poi, però, il primo tavolo è saltato su un codicillo. Peccato, perché si poteva davvero chiudere un’intesa soddisfacente per tutti. La scorsa settimana è servita a riallacciare i contatti con la società americana e ieri (mercoledì, ndr) abbiamo messo a punto un accordo equilibrato.

E’ stata lei a chiedere al ministro Catalfo di partecipare alla trattativa?

Nel momento in cui sono stata informata che i lavoratori avevano già ricevuto le lettere di licenziamento, illegittime vista l’emergenza Covid in corso e la richiesta di Jabil di accesso alla cassa integrazione, ho ritenuto che non si potesse più aspettare. La vertenza è cominciata tempo fa e con il Mise erano state già trovate imprese in grado di accogliere i lavoratori in uscita. Il ministro Catalfo ha dimostrato sensibilità e si è attivata subito.

Restano, però, i dubbi sul fatto che i dipendenti Jabil possano essere effettivamente ricollocati.

La questione è complessa. La società americana ha deciso, già due anni fa, di tenere in servizio solo metà dell’organico. Molti sono stati già avviati a un nuovo lavoro. L’ultimo processo di uscita è cominciato l’anno scorso, ma la pandemia ha interrotto tutto e sono partite le lettere di licenziamento. Abbiamo fatto un passo indietro tutti insieme. L’accordo prevede un bonus da 30mila euro per i lavoratori o per le aziende che vorranno assumerli con lo stipendio che percepiscono oggi. Ci sarà un fondo del Ministero che permetterà di finanziare la formazione degli operatori che, stando ancora all’interno di Jabil, potrebbero avvicinarsi ad altre realtà aziendali e arrivare infine all’assunzione. Una strategia che sarà interessante sperimentare.

Come è possibile che la Jabil abbia inviato le lettere di licenziamento nonostante i divieti previsti dai decreti dell’emergenza Covid?

L’azienda ritiene che questa sia la conclusione di una procedura avviata prima dell’emergenza. Noi intendiamo approfondire la cosa. Ad ogni modo, la richiesta di cassa integrazione conferma che comunque Jabil ha voluto tenere in piedi il rapporto con i lavoratori. Ora siamo arrivati a un accordo per 5 settimane di cassa integrazione e dobbiamo utilizzare questo tempo per aiutare gli operai ad accreditarsi presso altre aziende. La Jabil ha maestranze di grande qualità. Sono assolutamente ottimista.

Qual è il suo giudizio sull’operato del governo nazionale? Ha fatto abbastanza per scongiurare una catastrofe occupazionale?

Roma ha messo in campo dei provvedimenti, ma è stato il governo regionale a intervenire in maniera rapida, con efficienza, per dare una mano a chi era in enorme difficoltà. Bisognava immettere liquidità per aiutare le imprese e le persone. La Regione Campania lo ha fatto.

I- soldi annunciati dal governo non sono arrivati. Per le aziende è difficilissimo ottenere un prestito anche per meno di 25mila euro. Di chi è la colpa?

Un errore è stato non prevedere subito interventi di sostegno a fondo perduto, che sono stati introdotti solo in una seconda fase. Il numero delle richieste è stato enorme, l’Inps si è ritrovato sommerso dalle richieste e le persone sono andate in sofferenza, aspettando bonus e aiuti vari. Per questa regione il nostro intervento è stato fondamentale.

Ci sono stati, però, problemi anche nell’erogazione della cassa integrazione.

Siamo tra le regioni che hanno valutato più istanze di accesso alla misura. Abbiamo inviato circa 64mila domande all’Inps, tanto che ci troviamo con un ammanco da 40 milioni di euro per la copertura di tutte le richieste di cassa integrazione in deroga. Risorse che dovevano arrivare dal riparto dei fondi che il governo ha destinato alle Regioni. Ho scritto varie volte al Ministero perché l’andamento delle richieste era tale da far prefigurare che la Campania avrebbe avuto bisogno di più risorse. Invece il secondo riparto è stato fatto su un criterio proporzionale che non risponde alle reali esigenze dei territori. E inoltre attribuisce a Veneto, Emilia Romagna e Lombardia due settimane e mezzo di cassa integrazione in più. Ci siamo opposti e aspettiamo ancora risposte.

Ci sono stati scontri durissimi tra De Luca e il governo. Ritiene che queste continue polemiche, specie con il Movimento 5 Stelle, abbiano compromesso il dialogo sulle misure da adottare per la pandemia?

I toni del presidente De Luca sono quelli di chi grida per essere ascoltato. Da rappresentante dell’istituzione regionale ha chiesto di essere sostenuto adeguatamente durante le fasi più critiche dell’emergenza. La collaborazione tra le istituzioni, però, non è mancata. Tutti hanno fatto il possibile per cercare di contenere gli effetti negasti dell’epidemia in ogni ambito, ciascuno per le proprie competenze.

Ci sono tante imprese che rischiano di chiudere in tempi brevi. Avete previsto misure straordinarie per evitare che ciò accada?

Abbiamo cercato di ascoltare tutte le categorie, dal mondo del florovivaistismo all’agricoltura, fino al turismo. Ci siamo concentrati sul fondo per le microimprese e sulla possibilità di accesso alla cassa integrazione. Gli stagionali hanno avuto un bonus per 4 mesi, visto che sono stati colpiti duramente da questa crisi a causa del lockdown, proprio in mesi particolarmente importanti per loro. Stiamo per mettere in campo il piano ‘Campania sicura’ per rilanciare il turismo, nella regione che meglio delle altre ha affrontato la pandemia. Ce la faremo.

A che punto è la vertenza Whirlpool?

Questa è una nota dolente. Siamo passati dall’accordo di ottobre 2018, con un investimento da 17 milioni di euro per i siti di Carinaro e Napoli, al dietrofront dell’azienda che pochi mesi dopo ha annunciato la chiusura dello stabilimento di via Argine. Da quel momento abbiamo ripreso gli incontri, messo in campo risorse per arrivare a un accordo di programma. Ho invitato in Regione il management. E lì mi sono venuti a dire che non c’era alcun margine di trattativa. Una giornata, quella del 5 febbraio scorso, orribile. Sperato nella disponibilità di Whirlpool, invece ho dovuto dare ai lavoratori la terribile notizia dell’esito negativo del confronto. Non ci siamo arresi, continuiamo a formulare proposte. Ma ad oggi da parte dell’azienda non c’è alcun segnale positivo.

E’ finita, quindi?

La partita finisce quando l’arbitro fischia tre volte. Anche con Jabil, qualche giorno fa, sembrava essere arrivato l’epilogo. Oggi abbiamo comunque davanti 5 settimane di respiro. Spero che anche Whirlpool possa tornare sui propri passi.

Quale è stato il momento più duro di questa pandemia?

Quello in cui abbiamo dovuto gestire il passaggio allo smartworking del personale della Regione. Dovevamo assicurarci che ciascuno di loro potesse operare in maniera efficace da casa, nonostante l’enorme mole di interventi da portare avanti. Ho scritto a tutti loro, ringraziandoli per il grande impegno. Hanno anche rinunciato ai ticket mensa e donato 600mila euro in beneficenza. Sono stati straordinari.

Sarà in campo alle prossime Regionali?

Sì, sarò capolista di “De Luca presidente”.

Si occuperà di lavoro anche nell’eventuale De Luca bis?

Sono disponibile a occuparmi di tutto ciò di cui i cittadini avranno bisogno. Di sicuro il lavoro è un tema fondamentale. La nostra è una regione con enormi potenzialità. Sono certa che riusciremo a realizzare progetti straordinari.

E’ possibile un’alleanza con il Movimento 5 Stelle in Campania?

Mi batterò per la nostra lista, per realizzare il programma del presidente De Luca e migliorare la vita dei cittadini campani.

E’ sicura che il Pd sarà al vostro fianco in questa sfida?

Ad oggi credo assolutamente di sì.

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