Ue, Gentiloni: “Sul Recovery fund possibile accordo a luglio al Consiglio europeo”

"La maggior parte degli Stati membri è in una posizione negoziale e sapendo come funziona qui nell'Unione, una posizione negoziale porta un accordo"

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

TORINO – “E’ possibile che l’accordo” sul recovery fund arrivi “al Consiglio europeo a luglio”. Così il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni a Bloomberg Tv. “La maggior parte degli Stati membri è in una posizione negoziale e sapendo come funziona qui nell’Unione, una posizione negoziale porta un accordo”, dice. “Stiamo parlando di volumi finanziari importanti e i fondi europei richiedono comunque chiarezza di obiettivi e puntualità nel raggiungerli. Chiunque abbia avuto a che fare con i soldi europei lo sa: il piano non funzionerà in modo diverso, con grande chiarezza, puntualità e verifiche. Si faranno a scadenze fisse, con rapporti sullo stato di avanzamento dei piani. L’Italia ha tutte le competenze economiche, amministrative e tecniche per riuscire. Se invece si pensa che ci sia una torta da spartire, allora sprecheremo un’occasione unica”, aggiunge.Bisogna sintonizzarsi con le vere sfide del piano. Che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo, perché questa era la logica dei salvataggi di dieci anni fa – prosegue -. Ma resta comunque un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana. Servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica. Mi viene da dire: nessuna Troika, non diciamo cose ridicole. Però molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”.

L’importanza del mercato unico

“La forza del modello europeo è il mercato unico, per questo bisogna stare attenti che discorsi sui ‘campioni europei’ non portino effetti diversi, monopolistici, che avvantaggerebbero alcuni Paesi rispetto ad altri. Quando abbiamo sospeso le regole normali sugli aiuti di Stato, abbiamo ricevuto presso la Commissione domande per 2300 miliardi per aiuti in deroga: di questi circa la metà sono venute solo da un Paese, la Germania. Quindi vediamo un potere di bilancio diverso da Paese a Paese, e senza regole mercato unico questo può portare a una differenza tra Paesi molto pericolosa”.

LaPresse

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