Coronavirus, contagi in forte calo. L’Iss: “L’epidemia non è conclusa, ancora focolai”

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse

ROMA – Un forte calo dei contagi e zero vittime in otto Regioni nelle ultime 24 ore. Ma anche l’avvertimento degli esperti: l’epidemia non è ancora conclusa, perché ci sono ancora focolai in varie aree dell’Italia. Sono queste le due direttrici nelle quali si muove l’Italia del Covid-19 nel primo sabato di riaperture regionali, caratterizzato dal bel tempo e da una domanda: le infezioni torneranno a crescere con la mobilità territoriale? La Protezione civile, dal canto suo, sciorina i consueti numeri che, rispetto a venerdì, sono sicuramente incoraggianti.

A fronte di oltre 72mila tamponi, i contagi sono 270, in forte decremento rispetto ai 518 di ieri. E ancora 72 morti, con il totale dei decessi da inizio epidemia che tocca quota 33.846. Nessuna vittima oggi in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

I pazienti in terapia intensiva scendono di altre 23 unità, attestandosi sotto quota 300 (293). I guariti? Anche qui si sorride, perché in 24 ore 1.297 hanno sconfitto il coronavirus. A livello regionale si guarda sempre la Lombardia: su 270 casi rilevati in Italia, Milano e dintorni registrano 142 nuovi positivi (il 52,5% dei nuovi contagi), mentre sono cinque le Regioni a zero casi: Campania, Umbria, Calabria, Molise e Basilicata.

Questa è la fotografia più recente, ma l’Iss e il Ministero della Salute hanno analizzato gli indicatori per la cosiddetta Fase 2 per la settimana tra il 25 e il 31 maggio. Il risultato, si legge nel report pubblicato oggi, è che “al momento in Italia non vengono riportate situazioni critiche”, mentre si rileva una “generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”.

Ma attenzione: in quasi tutta la Penisola, inoltre sono documentati focolai di trasmissione attivi. L’esempio più diretto è il cluster scoppiato al San Raffaele Pisana a Roma, con 24 casi e un cordone sanitario realizzato ad hoc. I casi ci sono ancora insomma e lo screening suggerisce nelle conclusioni come “l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa”.

Il fattore interessante è che la stima dell’indice di trasmissibilità (Rt) mostra valori medi al di sotto di 1 in tutte le Regioni. L’Rt più alto registrato nella settimana dal 25 maggio al 31 maggio è stato rilevato, senza sorprese, in Lombardia (0,91). Il più basso è invece quello della Basilicata (0), regione senza contagi per l’intera settimana. In Campania l’indice è a 0,58, uguale a quello del Piemonte e simile a quello del Molise (0,59) e del Veneto (0,61). Più alto l’Rt in Toscana (0,72), Lazio (0,75), in Puglia (0,78).

“La situazione in Italia continua a migliorare”, spiega il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, ma i piccoli focolai presenti “ci dicono che bisogna continuare a mantenere alta la guardia e le misure di distanziamento sociale”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro della Salute Roberto Speranza: “Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità”.(LaPresse)

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