Calcio, Lisbona in pole per la fase finale della Champions League

The UEFA Champions League football trophy is pictured prior to the cup's round of 16 draw ceremony on December 16, 2019 in Nyon. (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP)

ROMA – Appuntamento a Lisbona. La Champions League più martoriata e imprevedibile della storia, ‘congelata’ per il Covid-19 e pronta a riemergere il prossimo agosto, avrà il suo epilogo nella capitale portoghese. Stando al quotidiano tedesco Bild, dopo il no di Istanbul – sede designata prima dell’arrivo della pandemia – ad ospitare la finale a porte chiuse il 29 agosto prossimo è la città lusitana.

La formula è ancora da stabilire, non si esclude nulla, dalle gare secche per i quarti alla Final-four o Final-eight. Tutto dipenderà dalla curva dei contagi e dall’andamento del virus nei prossimi due mesi. Ma stando alla stampa tedesca l’Uefa sembra avere come unica certezza quella della sede a meno di clamorosi ripensamenti da parte di Istambul, impossibilita al momento ad avere il pubblico sugli spalti a causa del protocollo per l’emergenza coronavirus.

In lizza ci sono anche Francoforte, Monaco e Ginevra ma la scelta di dirottare le squadre più forti d’Europa a Lisbona è dettata anche dal fatto che il Portogallo è di fatto un campo neutrale non avendo nessuna squadra ancora in corsa per il trofeo continentale. Inoltre riguardo alla fiscalità è sede più favorevole rispetto a quella tedesca. In più Lisbona è una città che offre un discreto numero di stadi e dunque per la Bild è questa la sede che il 17 giugno, giorno dell’esecutivo Uefa, verrà ufficializzata. Per il bianconero Cristiano Ronaldo sarebbe una grande chanche poter andare a caccia del suo sesto titolo giovando le partite… in casa, proprio nel suo Portogallo.

L’Uefa punta a far ripartire la Champions dopo il 3 agosto

In programma i quattro ottavi ancora in sospeso (che prevedono le gare di ritorno di Barcellona-Napoli, Manchester City-Real Madrid, Bayern-Chelsea e Juve-Lione) per poi disputare i quarti, semifinali e finale in gare uniche da svolgersi appunto nella stessa città, così da evitare spostamenti e limitare al massimo i rischi di eventuali nuovi contagi che comprometterebbero il completamento della manifestazione. Non è comunque da escludere, qualora tutto dovesse filare liscio, che la stessa Istanbul torni sui suoi passi nella speranza di una flessione della pandemia alla fine di agosto così da permettere di allestire una finale a porte aperte.(LaPresse)

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