Coronavirus, 197 nuovi casi e 53 morti. Sileri: “Non c’è un problema Lombardia”

I dati della Protezione civile

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse

ROMA – Il ‘nemico invisibile’ non è ancora sconfitto, ma i numeri dicono che almeno si può domare. L’epidemia di coronavirus corre ancora nel nostro Paese, ma almeno “dalla fase acuta siamo usciti”, parola del vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. L’esponente M5S spiega che al momento “ci troviamo in una fase di convivenza con il virus, con dati che mostrano una situazione molto sotto controllo, grazie a tutto quello che è stato fatto nei mesi passati”. Anche se la guardia deve restare alta, in tutta Italia e non solo in quelle zone dove il contagio è ancora a tre cifre, come la Lombardia, al centro delle polemiche politiche, ma che per Sileri non rappresenta un problema: “Possibili focolai possono essere ovunque in Italia, laddove si presenteranno con il rischio che possano non essere sotto controllo, andranno prese delle misure di contenimento. Questo può avvenire ovunque, anzi in Lombardia vedo dei numeri che calano come quelli delle terapie intensive”.

Intanto dal bollettino quotidiano della Protezione civile arrivano altre buone notizie. Nelle ultime 24 ore, infatti, i nuovi casi di contagio sono stati 197 (234.998 nel complesso, 35.262 quelli attuali). Entrando nel dettaglio, è la Lombardia a registrare il numero più alto con +125, seguita da Emilia-Romagna (+14), Liguria (+13), Lazio (+11) e Piemonte (+10). Ma ci sono sei regioni a zero contagi: Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata. Un solo caso riscontrato in Veneto, Toscana, Sicilia e Umbria. Stesso dato della Provincia di Trento. Due i casi in Valle d’Aosta, tre a Bolzano e nelle Marche, 4 in Campania. I decessi sono 53, uno dei dati più bassi dall’inizio dell’emergenza, anche se la somma è spaventosa: 33.899. E ancora, sono 6 i pazienti che lasciano i reparti di terapia intensiva, in cui sono ricoverate ancora 287 persone. I guariti aumentano di 759 unità, arrivando a toccare quota 165.837 in totale. Anche i tamponi aumentano, arrivando a 49.478.

Sullo sfondo del monitoraggio sanitario, resta l’attività collaterale di contrasto al virus. Che vede tra i protagonisti il commissario governativo, Domenico Arcuri. Che respinge ancora le critiche piovutegli addosso: “Non consideravano il tempo e spesso erano distanti dalla realtà, in 80 giorni sono state fatte operazioni eccezionali”. Per il manager sarà molto utile l’app Immuni, già scaricata da circa 2 milioni di italiani, sebbene non basti: “Il tracciamento è essenziale, i download sono ancora troppo pochi”. C’è un passaggio, però, nelle parole di Arcuri che riaccende una ferita: “Storie come quelle di inizio marzo, quando dovevo decidere dove mandare i ventilatori polmonari e regalare la vita, non si devono ripetere”. Il commissario interviene pure sul tema dpi, spiegando che finora sono state distribuite “oltre 390 milioni di mascherine”, nonostante un periodo iniziale di grande difficoltà. Ormai alle spalle, però: “Abbiamo una disponibilità largamente sufficiente”.

Dario Borriello(LaPresse)

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