Mattarella: “Solo uniti possiamo farcela, l’autonomia delle Regioni è la base della democrazia”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Sergio Mattarella

ROMA – Solo un’Italia compatta potrà uscire dalle secche del Coronavirus. Evitando scarichi di responsabilità tra governo centrale ed enti locali, in primissima fila nella lotta ai contagi. Dopo il monito durissimo del primo giugno (“Le divisioni sono inaccettabili”), Sergio Mattarella sceglie il cinquantenario delle prime elezioni regionali per lanciare un messaggio al mondo della politica.

Partendo da un moto di ottimismo: il nostro Paese è chiamato “a una prova impegnativa“, ma ha tutte “le carte in regola per superare la sfida”. Ad una condizione però: “Non vincerà da solo un territorio contro un altro, non prevarrà una istituzione a scapito di un’altra, ma solo la Repubblica, nella sua unità”, mette nero su bianco il capo dello Stato di buon mattino nella prima domenica che permette gli spostamenti tra i territori. Non è un caso forse: gli italiani ora possono muoversi liberamente dopo mesi di duro lockdown, ma per sconfiggere il virus “sarà decisiva la capacità di tenere insieme pluralità e vincolo unitari“.

Mattarella ricorda come cinquant’anni fa i cittadini delle Regioni a Statuto ordinario vennero chiamati per la prima volta alle urne, perché la “Repubblica nasce nel rifiuto del carattere autoritario e centralista dello Stato, inasprito dal regime fascista, contro la tradizione dei liberi Comuni e delle identità dei territori, ricchezza della civiltà dell’Italia”. Insomma, è il ragionamento, gli enti locali hanno una storia e una identità che non va dimenticata anche a livello storico, perché il principio di autonomia “delle Regioni è alle fondamenta della costruzione democratica e appartiene al campo indivisibile delle libertà e costituisce un regolatore dell’equilibrio costituzionale“.

Un monito che spegne le polemiche di questi mesi

E’ difficile dimenticare le accuse incrociate tra Lombardia e governo sulle zone rosse nel Bergamasco o le punzecchiature sul patentino sanitario pensato ad esempio dalla Sardegna. Mattarella ribadisce poi il concetto in un altro passaggio del suo intervento, dove evidenzia come “la stessa lotta alla pandemia ci ha posto di fronte a nuovi interrogativi su come rendere migliore il servizio ai cittadini” ed evitare che conflitti e sovrapposizioni tra istituzioni “possano creare inefficienze paralizzanti o aprire pericolose fratture nella società“.

Per il presidente della Repubblica “la libertà dei territori e l’autonomia delle comunità sono un contributo all’unità nazionale, nel quadro di una leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali” e le “intese tra Stato, Regioni, Comuni, Province sono parte qualificante dell’azione di governo”. Quindi bene le diversità, si rispettino le proprie competenze, sperando che l’Europa valorizzi “la dimensione regionale, come vettore di integrazione”. Il discorso del Colle trova il plauso del governatore veneto Luca Zaia e il ringraziamento del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia: “L’autonomia che rafforza l’unità nazionale è un punto fermo dell’impegno del Governo”. (LaPresse)

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