Droga e sentimenti, la Vitolo ‘scarica’ Fusco: “Diana e De Luca lo cercavano”

Inchiesta sullo spaccio. L’ex moglie del boss Del Vecchio: “Per Gravante era un confidente dei carabinieri”

Droga e sentimenti: è lo scenario raccontato da Teresa Vitolo alla Dda di Napoli. L’ex moglie di Carlo Del Vecchio, boss dei Casalesi, lo scorso ottobre, nel carcere di Roma, ha parlato con il pm Maria Sabina Calabretta. Aveva chiesto di essere interrogata perché voleva “chiarire” la propria “estraneità ai fatti” che le venivano contestati. Quali? L’esser stata perno di un’associazione criminale, specializzata nello smerciare stupefacenti nell’Agro caleno e nell’Agro aversano, che agiva avvalendosi di metodi mafiosi.

Rispondendo alle domande del magistrato, rispetto a quella decifrata dalla procura, ha raccontato una storia diversa sulla relazione che aveva con Stefano Fusco (vitulatino, altro suo ex) e con alcuni personaggi ritenuti dagli investigatori vicini alla mafia casertana.

“Fusco mi disse che aveva dei problemi con gente di Casale. Tale Cristina Gravante (estranea all’inchiesta), sua ex compagna, aveva messo in giro la voce che fosse un confidente dei carabinieri. Io non sapendo cosa fare pensai di parlare con un parente del mio ex marito. Avevo saputo tramite Fusco che due persone lo cercavano. Mi rivolsi a Gaetano Diana (figlio del boss Elio Diana, ndr) che mi confermò la voce. Gaetano mi disse che voleva parlare con Fusco, ma non è mai successo, perché quest’ultimo non ha mai voluto un rapporto diretto. Dopo circa 10 giorni – ha spiegato la donna – mi fermò un ragazzo, davanti alla scuola di mio figlio, chiamandomi zia e mi disse che Gaetano stava aspettando di parlare con Fusco”. Ma il figlio di ‘Eliuccio’ non era l’unico a voler incontrare il vitulatino. “Anche Corrado De Luca (boss di San Cipriano d’Aversa, estraneo all’inchiesta) lo cercava, sempre a dire di Cristina Gravante”.

In merito alla vendita di droga la donna ha ‘scaricato’ le responsabilità su Fusco: “Era dedito allo spaccio ed anche il figlio, Michele, attuale compagno di mia figlio”.

La Vitolo, capuana, sorella del pentito Massimo, ha sostenuto pure di non aver mai usato gli introiti dello smercio dei narcotici. “Solo una volta, tra il settembre e l’ottobre del 2015, a Fusco chiesi di prestarmi 400 euro per acquistare un telefono a mia figlia che compiva 18 anni”. Ha ribadito, inoltre, che il vitulatino non aveva avuto rapporti d’affari “relativi alla cessione di narcotici” con il figlio di Elio Diana. “Gaetano mi mandò un messaggio vocale su messenger in cui si lamentava che quello che mi aveva chiesto, cioè di incontrarsi con Stefano, non si era verificato”. E il giovane avrebbe reagito, ha sostenuto la Vitolo, dicendo al suo ex suocero, Paolo Del Vecchio, della relazione (sentimentale) proprio con Fusco. “In esito a questo mi smise di pagare gli alimenti per i miei figli”.
Se sapeva degli affari di Fusco, ha spiegato la capuana, era perché con lui trascorreva quasi tutto il giorno. La sua versione, però, non ha convinto la Dda, che ha comunque chiesto al giudice di Napoli di condannarla a 16 anni di reclusione. Secondo l’antimafia ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione diretta da Fusco (che rischia 20 anni di carcere). I due sono a processo con rito abbreviato insieme ad altri 9 imputati. Gaetano Diana, invece, sta affrontando il dibattimento a Santa Maria Capua Vetere.

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