Mafia, confiscati i beni al cognato di Messina Denaro: è il reggente della famiglia di Castelvetrano

La confisca è stata disposta dal Tribunale di Marsala al termine del procedimento penale che ha portato alla sua condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione

Ftoo Claudio Furlan/LaPresse Polizia

TRAPANI – La Dia di Trapani, coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala, ha eseguito la confisca di beni per un valore di 250mila euro nei confronti del pregiudicato Gaspare Como, commerciante di Castelvetrano (TP) e cognato di Matteo Messina Denaro (per averne sposato la sorella Bice Maria). Già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, attualmente detenuto per associazione a delinquere di tipo mafioso.

La confisca è stata disposta dal Tribunale di Marsala al termine del procedimento penale che ha portato alla sua condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Per trasferimento fraudolento di valori, e, per concorso nel medesimo reato. Alla pena di un anno e sei mesi a carico di Gianvito Paladino e di Bice Maria Messina Denaro. La sentenza, integralmente confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, è divenuta definitiva a seguito della dichiarazione di inammissibilità, da parte della Suprema Corte di Cassazione. In ordine al ricorso presentato dai condannati.

I beni sottoposti a confisca definitiva, già sequestrati dalla DIA nel 2013, sono un’attività commerciale di vendita d’abbigliamento. Un locale di circa 200 mq sito in Castelvetrano – intestato a Valentina Como (sorella di Gaspare) ed una costosa autovettura di grossa cilindrata.

(LaPresse)

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