Taglio delle casse, Corte dei Conti: “Non più rinviabile un intervento in materia fiscale”

Per il procuratore Di Grazia deludenti i risultati di Quota 100

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse

ROMA – “Appare non più rinviabile intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese”: lo ha detto il Procuratore generale della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, che ha aggiunto come “l’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno”.

Male Quota 100

Di Grazia è apparsa delusa su Quota 100. I risultati, ha detto “siano stati al di sotto degli obiettivi illustrati nella Relazione tecnica che accompagnava il provvedimento, avente anche finalità di ricambio generazionale della forza lavoro. Sul fronte assistenziale – ha poi sottolineato – l’attuazione del reddito di cittadinanza è rientrato tra le finalità della missione 24, con uno stanziamento definitivo di 5.728,6 milioni di euro, dei quali ne sono stati impegnati 3.878,7 milioni”. I dati mostrano come “risultano essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali, secondo elaborazioni di questo Istituto, soltanto il 2% ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro tramite i Centri per l’impiego”.

Una sfida impegnativa

“L’Italia – ha aggiunto il il Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti Ermanno Granelli – mostra un quadro particolarmente gravoso che impone una rapida definizione di una strategia per recuperare livelli di crescita più sostenuti e deve affrontare una sfida impegnativa che riguarda il quadro economico e quello della finanza pubblica ma che, per quest’ultima non può non considerare i segnali positivi ereditati dall’esercizio appena concluso. Lo scorso anno – ha continuato – si è registrato un indebitamento netto ben 6 decimi di punto inferiore alle attese e anche un miglioramento della spesa pubblica. L’esercizio 2019, ribadisce ha lasciato un segno positivo alla gestione del 2020, di cui ci si dovrà giovare nella difficile fase di rilancio.

Seria criticità

“La fase che stiamo attraversando – ha sottolineato Granelli – è di una severità tale che l’espansione dei bilanci pubblici appare un’indiscutibile necessità” e per “molti aspetti, la sostenibilità prospettica delle finanze pubbliche di molti paesi riposa oggi proprio sulla capacità di espandere, in modo appropriato, il debito. Ma la possibilità di accrescere il rapporto debito-Pil è oggi tanto maggiore quanto più credibile è la volontà di voler utilizzarlo per superare le fragilità in termini di servizi pubblici, formazione, infrastrutture e ricerca, dimostrando, soprattutto in questo modo, la determinazione di volerlo collocare, dopo la temporanea ed inevitabile fase espansiva, su un sentiero di lento ma continuo rientro”.

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