Coronavirus, i parenti delle vittime: “Fontana ha colpe, non doveva essere a Bergamo”

Luca Fusco, presidente del comitato 'Noi denunceremo' (parenti vittime Covid-19) alla cerimonia di Bergamo non ha voluto stare vicino al presidente lombardo Attilio Fontana

Consuelo Locati e Luca Fusco del Comitato dei parenti delle vittime del coronavirus (Photo Claudio Furlan - LaPresse)

MILANO – “Perché abbiamo commemorato dei morti causati anche dall’assenza dell’istituzione Regione Lombardia. E noi per questi morti chiediamo giustizia e vogliamo che chi ha sbagliato vada a casa e, se saranno accertati reati, paghi”. Così, in un’intervista a Repubblica, Luca Fusco, presidente del comitato ‘Noi denunceremo’ (parenti vittime Covid-19) che alla cerimonia di Bergamo non ha voluto stare vicino al presidente lombardo Attilio Fontana. “Noi non siamo giustizialisti – spiega -. Ma nel dramma del coronavirus, che nella provincia di Bergamo è stato una strage, le istituzioni sono state assenti”.

Nel corso della cerimonia, a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “ho provato tristezza e amarezza – confida Fusco, che ha perso il padre Antonio, 85 anni -. Tristezza perché sentivo forte la responsabilità di rappresentare 6mila famiglie che, come la mia, non hanno potuto celebrare il funerale dei loro cari. Amarezza per la sordità dimostrata dalle istituzioni. Un vuoto a cui tanti sindaci della provincia hanno cercato di sopperire”. E annuncia: “Andiamo avanti con il nostro lavoro di ricerca e di indagine. Con la procura di Bergamo c’è un’ottima collaborazione. Il 6 luglio depositeremo altre 100 denunce”.

(LaPresse)

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