Scuola, Azzolina non ha dubbi: in classe il 14 settembre. Per la ripartenza 3,3 miliardi

I 3,3 miliardi servono a riaprire i cancelli nel rispetto delle nuove direttive anticovid, come l'acquisto di banchi singoli per recuperare spazio e mantenere il metro di distanza

Foto LaPresse - Andrea Panegrossi in foto Lucia Azzolina

ROMA – Il dubbio non c’è: le scuole riapriranno (in sicurezza) il 14 settembre e, ancora prima, dall’1 per i recuperi dei debiti. Sui tempi, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, non vuole lasciare spazio a interpretazioni. I modi si studieranno nelle prossime settimane. Sul tavolo, solo per la ripartenza, ci sono tantissimi fondi, 3,3 miliardi di euro. Anche se, da quando la ministra è al governo, sono stati movimentati in totale 4,6 miliardi per la scuola. E con il miliardo in più annunciato qualche giorno fa insieme al premier Giuseppe Conte, si arriverà a 5,6 miliardi.

Il piano della ministra Azzolina

E’ la titolare del ministero di viale Trastevere a spiegare come si è riusciti a trovare una somma così esorbitante in tempi stretti. Ottocento milioni vengono dal Miur stesso e sono i soldi mai spesi del Pon (Programma operativo nazionale). “Quando sono arrivata al ministero ho chiesto di poter vedere i conti e i soldi non spesi. Mi è stato detto che ero il primo ministro a fare questa domanda, nessun altro lo aveva fatto”, rivela Azzolina. “Quindi quel miliardo che si cercava in realtà c’era già, ma nessuno lo aveva visto”. Agli 800 milioni, si aggiungono un miliardo e mezzo stanziato nel Dl Rilancio e l’ulteriore miliardo annunciato.

3,3 miliardi per la ripartenza

I 3,3 miliardi servono a riaprire i cancelli nel rispetto delle nuove direttive anticovid, come l’acquisto di banchi singoli per recuperare spazio e mantenere il metro di distanza. Ci sarà bisogno però anche spazi nuovi e si valuta di utilizzare gli edifici scolastici dismessi. Si attiveranno, dove possibile, dei “patti territoriali”, per portare gli studenti fuori dalla scuola ‘tradizionale’, e si rimpolperà l’organico docente, perché più gruppi piccoli di studenti significa più insegnanti. Per organizzare la didattica in presenza, quindi, partiranno i tavoli regionali che monitoreranno le esigenze delle singole scuole. Consentendo al ministero di destinare le risorse aggiuntive, per risolvere eventuali criticità.

Aumenteranno gli stipendi dei docenti

Da luglio, con il taglio del cuneo fiscale, gli stipendi degli insegnanti aumenteranno tra gli 80 e i 100 euro e si prevedono 50mila assunzioni a tempo determinato, oltre a quelle a tempo indeterminato, per un totale di circa 80mila posti messi a concorso nelle scorse settimane. In parallelo, continuerà il lavoro di progettazione di un Piano pluriennale di intervento con il finanziamento dei nuovi fondi europei, a partire dal Recovery fund. Edilizia e sicurezza in testa, spiega il Movimento 5 Stelle sul blog, per dar vita a un “radicale rinnovamento degli spazi e della didattica, investendo sulla digitalizzazione, sulla formazione dei docenti, sulla lotta alla povertà educativa e su una effettiva apertura delle scuole ai territori”.

(LaPresse/di Maria Elena Ribezzo)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome