Mes, il governo scricchiola. L’opposizione attacca senza sosta

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse14-01-2020 Roma, ItaliaPolitica Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi con i capi gruppo di Camera e SenatoDISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

ROMA – Il governo scricchiola sul Mes, con il che Il Pd preme affinché si giunga ad un accordo per attingere ai fondi del Meccanismo europeo di stabilità o Fondo salva-Stati ed evitare altro debito, ma gli alleati dei 5S restano fermi sul no. E il premier Giuseppe Conte intanto tra l’incudine e il martello come solito tentenna. E in attesa di parlare con la cancelliera tedesca Angela Merke annuncia: “Dovete darmi il tempo che ci vuole, il tempo di completare il quadro europeo, chiudere l’accordo con la Ue al prossimo Consiglio, poi farò il possibile per convincere il M5S”. Poi chiede pazienza a Zingaretti e aggiunge: “Prima vediamo come va il prossimo Consiglio europeo, quanti soldi e quali strumenti avremo esattamente a disposizione, poi sarò io stesso a verificare i numeri in Senato”.

Salvini attacca

Contraria al Mes anche l’opposizione. Il leader della Lega Matteo Salvini ieri a Mondragone dove è stato osteggiato dalla camorra e dai centri sociali, è fin troppo chiaro: “La ricetta della Lega è diversa da quella ipotizzata dal Pd. Anziché ipotecare il futuro dei nostri figli, meglio scommettere sull’Italia con l’emissione di buoni del Tesoro. I segnali sono incoraggianti: il Btp Italia ha battuto ogni record e con un’unica asta ha chiuso a 22,3 miliardi. Più di metà del Mes”

Mes rifiutato da altri Paesi

“Sarei d’accordo – continua Salvini – se l’appello del segretario del Pd fosse finalizzato a pagare la cassa integrazione o a dare liquidità a famiglie e imprese. Invece no, Zingaretti non sta nella pelle per il Mes e ci spiega in dieci punti le ragioni per dire sì, ragioni che nel frattempo non hanno convinto Francia, Spagna, Grecia o Portogallo. Per la sua architettura istituzionale, perfino la Germania rischia di avere dei problemi: il Bundestag sarà chiamato ad approvare ogni singolo esborso del Mes”. E conclude: “Per sciogliere alcuni nodi economici non serve l’Europa ma un governo appena decente. Lo dimostrano i nostri vicini di casa che stanno lavorando senza aspettare il fondo Salva-Stati. Parigi, per esempio, ha messo 8 miliardi per il settore dell’auto. L’Italia ha preferito investire sui monopattini elettrici, che spesso sono di fabbricazione cinese. Berlino ha lanciato una manovra da più di 150 miliardi, mentre l’Italia non riesce a far funzionare nemmeno il bonus vacanza”.

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