Bonus, le chiacchiere del governo. La rabbia degli edili: “Una misura inattuabile”

Brancaccio: “Troppa burocrazia e tempi stretti”

NAPOLI – Oggi entrano in vigore molte norme previste dal Dl Rilancio, licenziato dal governo Conte a maggio. Un lungo elenco di misure che, sulla carta, potrebbero davvero rilanciare l’Italia. Ma che rischiano di restare lettera morta per come sono state pensate, strutturate e per i tempi stringenti previsti dalla normativa. Sono due, su tutte, le misure che potrebbero restare semplici buone idee: il Superbonus al 110% per interventi di efficientamento energetico e interventi antisismici sugli immobili. Il bonus vacanze, che teoricamente potrebbe garantire fino a 500 euro a famiglia. In questo quadro nazionale si inserisce poi la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca non ha ancora dato il ‘permesso’ di riaprire alle discoteche: il settore è in grave crisi, i lavoratori sono su tutte le furie.

Superbonus, edili sul piede di guerra

Per i cosiddetti Ecobonus e Sismabonus ci sono tante criticità. “Il bonus, questo sconosciuto. Il governo ci ha effettivamente dato un bazooka, ma rischia di sparare a salve”, non usa mezzi termini Federica Brancaccio, presidente nazionale di Federcostruzioni e Acen Napoli. Il decreto dovrà essere convertito in legge, primo step. Secondo passaggio fondamentale sono le circolari attuative: mancano e rischiano di paralizzare completamente il settore. “Sarebbe una spinta eccezionale per il nostro comparto. Ma non ci sono i tempi. Dobbiamo utilizzarlo entro il dicembre 2020, è praticamente impossibile. Servono una serie di chiarimenti e snellimenti autorizzativi, altrimenti sarà tutto vanificato. Faccio un esempio: se bisogna chiedere l’autorizzazione al Genio civile, che non ha tempi definiti per la risposta, come si fa? O le autorizzazioni paesaggistiche? La Campania è la Regione più vincolata d’Italia. Insomma, i tempi non ci sono, bisogna snellire, avere regole chiare e allungare i tempi del bonus almeno di un anno”. Questo limbo normativo causato dal governo giallorosso, inoltre, ha addirittura paralizzato il mercato. “Stavamo ripartendo, ora tantissimi clienti hanno fermato i lavori in attesa del Superbonus. Come facciamo senza le circolari attuative dell’Agenzia delle entrate?”. Insomma, il rischio che vengano di fatto bruciati senza utilizzarli miliardi di euro è altissimo.

Bonus vacanze, ‘impossibile’ riceverlo

Se gli edili piangono, di certo non ridono i vacanzieri e villeggianti italiani e campani. Da oggi sarà possibile richiedere il cosiddetto ‘bonus vacanze’, ma la macchina burocratica per riceverlo è così complessa da rendere quasi impossibile alle famiglie beneficiare dell’aiuto disposto per rilanciare il turismo interno. Insomma, un disastro. Un incentivo pensato per le famiglie da spendere nelle strutture ricettive italiane. Il suo importo può arrivare fino a 500 euro e può essere sfruttato dal primo luglio al 31 dicembre 2020. Può accedere allo sconto per le vacanze chi ha un reddito Isee inferiore ai 40mila euro: l’importo è di 150 euro per le famiglie con un solo componente, 300 euro per le coppie e 500 per i nuclei composti da almeno tre persone. Si può usare in villaggi, alberghi, strutture turistiche, campeggi, agriturismi. La richiesta del bonus può avvenire solo in maniera digitale. Per effettuarla è necessario avere lo Spid o la Cie, il sistema della Carta d’identità elettronica. Tutte le procedure devono avvenire attraverso l’app IO, gestita da PagoPa. Nell’app si deve inserire il reddito Isee e verrà poi verificato il possedimento dei requisiti per accedere al bonus. L’80% è uno sconto utilizzabile subito, il restante 20% in detrazione fiscale. Può riceverlo un solo membro della famiglia. Insomma, è un meccanismo veramente complesso e farraginoso. Inoltre i tempi sono lunghi, oggi siamo già al primo di luglio. Molti italiani che vogliono trascorrere le vacanze tra fine luglio e inizio agosto rischiano di non fare in tempo. “Per avere il bonus vacanze di 300€, devi dimostrare le entrate e i movimenti bancari degli ultimi 3 anni, dichiarare un reddito massimo inferiore a 40.000 annui. Che farsa questo Paese”, spiega il giovane partenopeo Andrea Marsico.
Discoteche Ko:

“De Luca ci ignora”

Mentre quasi tutti ripartono, c’è chi è costretto a stare ancora chiuso o a mezzo servizio. Si tratta delle discoteche. “Il settore è in crisi. Siamo chiusi o apriamo per metà, ma le spese sono sempre le stesse. Una stagione bruciata”, spiega Andrea Coscia, direttore del Salotto La Veronica di Pozzuoli. “C’è l’ok per le cosiddette cene-spettacolo. Molti la utilizzano come scusa per organizzare serate danzanti a tutti gli effetti. Chi come noi rispetta le regole è penalizzato due volte. Il governatore De Luca deve riaprire, si rischiano migliaia di posti di lavoro. E il governo, in parallelo, dovrebbe pensare ad aiuti per il settore”.

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