Serie A, l’Inter travolge il Brescia per 6-0 e resta in scia di Lazio e Juve

Il Brescia incassa un ko pesantissimo e dovrà ora fare quadrato per provare a giocarsi le ultime, residue, speranze di salvezza

Foto Massimo Paolone/LaPresse

TORINO – Quarantacinque minuti per affossare il Brescia. Quarantacinque minuti per restare aggrappata a un treno scudetto che viaggia spedito dopo le vittorie di Juventus e Lazio. Quarantacinque minuti per dimostrare di poter fare a meno, all’occorrenza, di Lukaku ed Eriksen, ovvero il trascinatore e colui che ambisce a diventarlo.

I nerazzurri asfaltano il Brescia

L’Inter umilia 6-0 le ‘rondinelle’ segnando tre gol per tempo in una partita in cui Antonio Conte può sorridere soprattutto per le risposte positive ricevute da chi finora ha giocato meno: Moses non ha segnato ma fatto il bello e il cattivo tempo sulla fascia destra, D’Ambrosio si è fatto trovare pronto e ha chiuso la partita, Sanchez ha illuminato la manovra facendo da raccordo tra centrocampo e attacco. Altro elemento positivo la grinta e la voglia di incidere mostrata anche da coloro che sono entrati in campo a risultato ormai acquisito: i sigilli di Eriksen e di Candreva testimoniano la ‘fame’ tipica del condottiero che siede in panchina. Ed è con questa determinazione che i nerazzurri andranno a caccia di una rimonta in vetta difficile ma non impossibile, con 27 punti ancora a disposizione e una classifica che recita -8 dalla capolista e -4 dalla Lazio.

Emozioni a San Siro

Di certo l’essersi trovato subito sotto dopo aver sprecato la prima palla gol nel deserto di San Siro non ha giovato alla testa del Brescia. Passato dal possibile vantaggio (Donnarumma spara alto solo davanti ad Handanovic) al dover rincorrere dopo la pregevole girata di Young sul cross dalla parte opposta dello scatenato Sanchez. L’Inter rinuncia a Lukaku e Eriksen dall’inizio e torna all’antico (3-5-2) mettendo subito alle corde gli ospiti. Che soffrono in particolare sulle corsie esterne. Al 19′ Sanchez con una magia apre il campo sulla destra per Moses, che viene atterrato in area da Mateju. Dal dischetto il cileno non sbaglia. La squadra di Diego Lopez, che si è presentata a Milano con un 4-3-1-2 con Aye e Donnarumma tandem offensivo, ringrazia Joronen, autore di due interventi fondamentali su Lautaro e Gagliardini, ma nel finale arriva comunque il tris firmato da una incornata di D’Ambrosio sulla pennellata di Young.

Il Brescia spera nella salvezza

La ripresa si rivela poco più di un allenamento. Utile per gestire le forze in vista dei prossimi impegni e per dare spazio a chi ha giocato meno. La ciliegina sulla torta di una serata perfetta per l’Inter la mette così Gagliardini, che riscatta l’erroraccio contro il Sassuolo battendo Joronen di testa proprio nella stessa porta in cui aveva fallito un gol fatto. Conte dà vita a una girandola di cambi che coinvolgono anche i titolarissimi Lukaku, Eriksen e Candreva, rimasti seduti oltre un’ora. Proprio il danese e l’ex esterno della Lazio arrotondano nel finale il punteggio contro un Brescia ormai con la testa altrove. L’Inter risponde alle critiche e resta in scia alle due prime della classe. Il Brescia incassa un ko pesantissimo e dovrà ora fare quadrato per provare a giocarsi le ultime, residue, speranze di salvezza. Che passano inevitabilmente dalle prossime due sfide contro Verona e Torino.

(LaPresse/di Alberto Zanello)

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