Marò, l’Aja dà ragione all’Italia: tocca a voi processarli, ma risarcite l’India

Il coro della politica è unanime: da Forza Italia alla Lega, dal Pd a Italia viva, Fratelli d'Italia, Leu e Movimento 5 Stelle, tutti plaudono alla soluzione della vicenda

(AP Photo/Andrew Medichini, file)

ROMA Massimiliano Latorre e Salvatore Girone saranno processati in Italia. Dopo otto anni il Tribunale arbitrale internazionale chiude, dunque, il braccio di ferro con l’India. E riconosce “l’immunità” per i due Marò, che il 15 febbraio 2012, a bordo della petroliera ‘Enrica Lexie’, battente bandiera italiana, colpirono il peschereccio ‘Saint Anthony’ a largo delle coste del Kerala, uccidendo il capitano e un mozzo, Jelestine e Ajeesh Pinku, temendo di essere sotto attacco da parte dei pirati. L’Aja, però, ha accolto la tesi di Roma. Ovvero che i fucilieri di Marina erano impegnati nell’esercizio delle loro funzioni e pertanto immuni dalla giustizia straniera. In questo modo viene “precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti”.

L’Italia deve risarcire l’India

I giudici, però, hanno riconosciuto che “l’Italia ha violato la libertà di navigazione” condannando l’Italia a “compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio”. La Farnesina ha già garantito che il Paese è pronto “ad adempiere a quanto stabilito, con spirito di collaborazione”.

La notizia arriva in fretta nei palazzi delle istituzioni. Dal Quirinale fanno sapere che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è “soddisfatto” per la decisione del Tribunale arbitrale internazionale. Il capo dello Stato esprime anche “ringraziamento” alla Farnesina per l’impegno nella gestione della complessa vicenda. Proprio il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stato il primo a commentare con entusiasmo: “Si mette un punto definitivo a una lunga agonia”. Seguito a stretto giro di posta da Lorenzo Guerini: “La decisione conferma come sia stato corretto che a esprimersi fosse un arbitrato internazionale – afferma il ministro della Difesa -. Sono certo che la verità dei fatti verrà definitivamente accertata”.

La politica italiana esulta

Ma il coro della politica è unanime: da Forza Italia alla Lega, dal Pd a Italia viva, Fratelli d’Italia, Leu e Movimento 5 Stelle, tutti plaudono alla soluzione della vicenda. Il centrodestra, inoltre, riconosce i meriti dell’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il primo ad attivare l’arbitrato internazionale e che a marzo del 2013 rassegnò le dimissioni dal governo di Mario Monti, in segno di protesta per la scelta di rimandare i Marò in prigione in India, dopo essere riuscito a riportarli in Italia per le festività natalizie. Otto anni dopo, quello che era diventato un vero e proprio intrigo internazionale si chiude. Ma le famiglie dei due fucilieri non esultano ancora. Come dimostra il messaggio affidato a Facebook dalla figlia di Latorre, Giulia: “Facciamo un sospiro di sollievo, un giorno qualcuno chiederà scusa a questi uomini”.

(LaPresse/di Dario Borriello)

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