Mes, M5S: “Il nostro no è ben motivato, le condizionalità ci sono ancora”

L'intervento di Cristian Romaniello, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri

Foto LaPresse/Emiliano Albensi

ROMA – “Noi abbiamo ampiamente motivato la nostra posizione, non da oggi e non in senso ideologico. Come MoVimento 5 Stelle siamo contrari al MES e riteniamo che anche la linea di assistenza ‘sanitaria’ proposta durante l’emergenza sia inadeguata. La verità è che i trattati fondativi (il TFUE e il Trattato intergovernativo sul MES) non sono cambiati e non è cambiato nemmeno il regolamento 472/2013 (il ‘Two Pack’). Se si approfondisce bene la questione alla fonte, emerge chiaramente che le condizionalità non sono scomparse una volta per tutte.

Meglio: non ci sono condizionalità all’accesso, se non quella di spendere i 36 miliardi nel settore sanitario, ma rimane l’articolo 14 comma 6 del Trattato che è chiarissimo. Il consiglio di amministrazione del Mes può cambiare la prima linea di credito in una seconda. Con la possibilità di inserire a quel punto anche un piano di aggiustamento macroeconomico”. Lo dichiara Cristian Romaniello, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri, in una lunga intervista rilasciata oggi al quotidiano La Notizia.

“Nel 2020 il rapporto debito/Pil italiano, a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, salirà ben oltre il 150%. Una volta entrati nel Mes scatterà un monitoraggio sulla sostenibilità del nostro debito. È possibile che, una volta esploso il debito pubblico, il consiglio di amministrazione del Mes assumerà la decisione di inserire condizionalità macro per assicurarsi la restituzione del prestito. Ricordo di passaggio che il Paese Italia non è mai andato in insolvenza sovrana”, si legge in un altro passaggio dell’intervista.

(LaPresse)

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